Notturno teppista

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Firenze nel fondo era gorgo di luci di fremiti sordi:
Con ali di fuoco i lunghi rumori fuggenti
Del tram spaziavano: il fiume mostruoso
Torpido riluceva come un serpente a squame.
Su un circolo incerto le inquiete facce beffarde
Dei ladri, ed io tra i doppi lunghi cipressi uguali a fiaccole spente
Più aspro ai cipressi le siepi
Più aspro del fremer dei bussi,
Che dal mio cuore il mio amore,
Che dal mio cuore, l’amore un ruffiano che intonò e cantò:
Amo le vecchie troie
Gonfie lievitate di sperma
Che cadono come rospi a quattro zampe sovra la coltrice rossa
E aspettano e sbuffano ed ansimano
Flaccide come mantici.

DINO CAMPANA

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Published in: on giugno 17, 2017 at 07:17  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Grazie sempre caro Massimo, buon fine settimana agli amici poeti. Roberta

  2. Grazie max
    Tinti

  3. Molto bella, Grazie!

    Giuseppe

  4. Grazie veramente Massimo! Piera


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