Io sopravvissuto

Come ombre maligne

le sembianze crudeli
e dolorose dei ricordi
riemergono legate
da un filo invisibile
e si librano nell’aria
come il fumo
che usciva dal camino,
dove i corpi martoriati
dei compagni di sventura,
prelevati con gancio
come carne da macello,
finivan la loro vita
 
Chi sono io, che tra mille
gabbie toraciche rinsecchite
mi son salvato,
che non ho visto fino
in fondo quell’abisso
mai sazio di vite umane
Porto con me questa colpa,
Io sopravvissuto,
tornato per continuare la vita
in compagnia di quell’inferno
che si chiama passato
.
Patrizia Mezzogori
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Published in: on giugno 20, 2017 at 07:04  Comments (6)  

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6 commentiLascia un commento

  1. Bella e verissima! Piera

  2. Davvero Piera: bella e verissima! la condanna degli innocenti che sono sopravvissuti, che magari a tratti desidererebbero essere al posto di chi invece è morto.

  3. Condivido i commenti degli amici, poesia pregna di dolore e martoriata innocenza in memoria di pagine di storia drammatiche che purtroppo non sembrano aver fine, basta pensare all’odierna realtà. Bellissima poesia per la profonda sensibilità e forte denuncia. Grazie cara Patrizia, un saluto affettuoso. Roberta

  4. Mi ha ricordato la deportazione degli Ebrei nel lager Nazisti!
    È di una verità stringente cara Patrizia, perchè molti dei sopravvissuti hanno portato con loro forti sensi di colpa per essere sopravvvisuti!
    Sentimento che spesso accompagna anche tanti reduci di guerra dove sono morti molti dei loro commilitoni.
    Molto molto bella! I miei complimenti!
    Alberto B.

  5. Davvero patrizia meglio non potevi raccontare quel senso di colpa e di disagio che provano coloro che sopravvivono rispetto a chi invece è morto
    Penso a primo Levi quando si è buttato dalla tromba delle scale……
    Brava brava!!!!
    Tinti

  6. Mi associo a Alberto, seppure generalizzata la poesia. mi ricorda la deportazione degli Ebrei
    Molto bella e profonda. Compplimenti Patrizia!


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