Testamento biologico

Nacqui sì desiderato

ma non per mia sponte,

e fu unica e delicata

la prima lattea strada.

Poi fra tormentati bivi

decisi dove andare,

ma ancor oggi non so

se scelsi di coscienza,

o sol perché accecato

da buio e sole.

A tratti trovai letizia

a volte angoscia e dolore,

tanto da domandarmi

quanto fu vero arbitrio

o quanto il Creatore,

‘sì tanta o poca grazia

designato mi aveva.

Ora che d’ultima strada

vedo il greve confine,

ora, se un male oscuro

ne accorciasse il tratto

e dignità mi togliesse

e senza speranza

smorte fluissero l’albe,

libero esser vorrei

di sceglier l’ora della morte.

 

Alberto Baroni

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Published in: on giugno 22, 2017 at 07:31  Comments (19)  

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19 commentiLascia un commento

  1. Caro Alberto, sono d’accordissimo con quel che tanto poeticamente affermi. Bravo!
    Sandro

  2. Grazie Sandro sono felice che l’abbia condivisa!
    Alberto B.

    • Apprezzata assai e condivisa appieno
      Tinti

      • Sei sempre gentilissima Tinti!

  3. Pienemente d’accordo con l’ipotetica considerazione.
    Credo che quando la vita non abbia più nessuna speranza e diventa ….improponibile ,la morte sia la giusta soluzione,al di là di ogni concetto religioso.La morte come la vita appartiene unicamente alla persona stessa.
    Secondo il mio modesto parere credo che la stuttura poetica che hai scelto sia una difficile combinazione per comunicare un tema simile e alcuni passagi diventano forzati perdendo quella musicalità che di solito riesci a pennellare.Sono convinto che col verso libero il risultato sarebbe stato migliore,ma conoscendoti,apprezzo sempre le Tue scelte.
    Ciao Caro Poeta
    Passero

    • Ti ringrazio amico Passero! Ho letto con interesse il tuo commento e per quanto ovvio sono andato a rileggere la mia composizione attentamente.
      In effetti questa mia non ha una struttura metrica, sono versi sciolti che tu sai che sono versi che rispettano la metrica, per quanto riguarda gli accenti tonici di ogni verso, ma non hanno una forma precisa, cioè non sono tutti settenari o novenari o endecasillabi, ma sono versi che pur nel rispetto di cui sopra, non hanno una forma precisa, forse meglio sarebbe stato se fossero stati tutti settenari o novenari; o novenari alternati a settenari…cosa che altresì non ho fatto…ma versi liberi no! I versi liberi sono una scelta che non mi appartiene…io ho una idea vecchia della poesia, ma che credo stia lentamente riprendendo vita e penso che i versi liberi siano a pro solo dei non poeti! Io non mi sono mai considerato tale ( poeta io …ma va :))ma ho sempre cercato con risultati alterni di rispettare le regole che sono alla base della poesia.
      Con ciò di me non resterà niente! Ma va bene anche così!
      Alberto B.

  4. Anch’io condivido ed apprezzo il tuo canto poetico, in un paese civile( ma lo siamo davvero?…) il testamento biologico è una legge doverosa e necessaria per rispettare le ultime volontà e la libertà di ogni cittadino. Bravo Alberto e grazie per la condivisione. Un caro saluto. Roberta

    • Grazie Roberta, sei sempre molto attenta e puntuale … : ” in un paese civile (ma lo siamo davvero ? )… proprio qui sta il problema, come non siamo mai stati storicamente un ” popolo ” non credo che nemmeno siamo un paese civile, siamo un paese di individualisti, attaccati alle poltrone ed alle nostre abitudini , raramente abbiamo slanci di civismo, quello che ci gira attorno non ci tocca, cosa che invece avviene quando intacca i nostri singoli interessi.
      Siamo uno dei paesi che ha più smartphone in attività, ma solo per condividere cose dette da altri su Facebook.
      Ci lasciamo vergognosamente guidare dagli altri, ma siamo sempre vergognosamente indietro di decenni, se parliamo di diritti civili, a dispetto della nostra costituzione che dicono sia la più bella del mondo.
      Alberto B.

    • Mi associo con grande forza a te e roberta rispetto alla dignita doverosa nella morte quando la vita non esiste piu
      Tinti

  5. Caro Alberto, molto bella e condivisa. Grazie.
    Un caro saluto
    Graziella

  6. Grazie Graziella!
    Anche il ringraziarti
    fa la rima bella!

    • Alberto B.

      • Sono d’accordo con te per la scelta di esporre un tema difficile e sentito usando la metrica che da risalto e musicalità a tutta l’opera ( anche se io l’avrei divisa in quartine per far assaporare e riflettere ogni verso)
        Bellissima come sempre!
        Raffaele
        P.s. Un gran porta lo sei…

  7. Hanno detto tutti gli altri e condivido, aggiungo solo: Bellissima.
    Alberto accetto e apprezzo la tua scelta sulla poesia e di rispettarne le regole, na non condivido ” …penso che i versi liberi siano a pro solo dei non poeti. Premetto che nemmeno io mi definisco poeta (sono uno che cerca di scrivere poesia), ma uso il verso libero.
    La mia non vuole essere polemica e “absit iniuria verbis”.

    • Non so chi sia chi ha scritto questo commento, forse mi sono espresso affrettatamente, ma invito tutti ed in particolare il relatore del commento a leggere questo articolo che meglio esprime cio che io intendevo.
      http://www.accademia-alfieri.it/pagine/articolo6.htm

  8. ” P.s. Un gran porta lo sei… ” AhAhAh! 🙂 Si ho capito cosa hai inteso dire…ma mi hai fatto ridere, in questo caso sono anche pesante come un portone!
    Grazie Raffaele.

    • Il problema è che scrivendo con il cell succede…poi qui’ non si può correggere …
      Haaahaha…è venuto da ridere anche a me ed i Cinesi hanno tanto riso…naaah…

  9. Caro Alberto, bravissimo sempre, come non condividere la tuaa? Piera

  10. Grazie Piera sei come la solito gentilissima!
    Alberto B.


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