Distanze non omologabili

Penso vicino e tutto s’allontana
e si fa sera sulle tazze sporche
lasciate nell’avello
era lavello _la mente va di suo
puntualizzando frasi impronunciate
con quelle adatte al luogo ed al bon ton_
tanto è lo stesso
la morte accoglie i corpi e le stoviglie
io resto
con una mezza verità placebo
fintanto che resiste l’ologramma

passando dal divano alla poltrona
col bagaglio d’un libro tra le mani
_prima però
recupero gli occhiali_

Cristina Bove

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Published in: on giugno 23, 2017 at 07:45  Comments (6)  

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6 commentiLascia un commento

  1. Triste e ironica allo stesso tempo e vera! In un alone di solitudine e di rassegnazione i tuoi versi colpiscono ed affondano il cuore.
    Credo che se ti potessi premiare ti darei un voto immenso per l’originalità…è raro leggere simili poesie che in poche parole, scelte con estrema cura, creano l’ambientazione, il personaggio ed il suo travagliato pensare.
    Stupenda!
    Per quel che può valere, hai tutta la mia stima 🙂
    Alberto B.

    • Mi associo ad alberto!grande poetessa
      Tinti

    • grazie

  2. L’ha ribloggato su O LADO ESCURO DA LUA.

  3. Concordo pienamente con Alberto e Tinti, poesia illuminante e profonda, brava Cristina. Roberta

  4. Sembra di vederti! Bravo! Piera


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