Meditazione

Solo suono

nella mente assorta,

che da terreni pensieri

perde contezza.

Primigenia memoria

d’emozioni nuda,

lentamente s’apre            

su un mondo di pace.

Sfuma lo spazio

in lattea via

d’incorporee coscienze,

a cui la mia s’addensa.

E alfine – la luce,

unica, indivisibile,

che la coscienza brucia

e fortemente attrae

beata in sé.

.

Alberto Baroni

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Published in: on luglio 1, 2017 at 07:36  Comments (11)  

Cielo inquieto

CIEL BROUILLÉ

On dirait ton regard d’une vapeur couvert;
Ton oeil mystérieux (est-il bleu, gris ou vert?)
Alternativement tendre, rêveur, cruel,
Réfléchit l’indolence et la pâleur du ciel.

Tu rappelles ces jours blancs, tièdes et voilés,
Qui font se fondre en pleurs les coeurs ensorcelés,
Quand, agités d’un mal inconnu qui les tord,
Les nerfs trop éveillés raillent l’esprit qui dort.

Tu ressembles parfois à ces beaux horizons
Qu’allument les soleils des brumeuses saisons…
Comme tu resplendis, paysage mouillé
Qu’enflamment les rayons tombant d’un ciel brouillé!

O femme dangereuse, ô séduisants climats!
Adorerai-je aussi ta neige et vos frimas,
Et saurai-je tirer de l’implacable hiver
Des plaisirs plus aigus que la glace et le fer?

§

Si direbbe velato il tuo sguardo
da un vapore; il tuo occhio misterioso
(è azzurro, grigio o verde?), a volte tenero
o pensoso o crudele, in sè riflette
l’indolenza del cielo ed il pallore.
Tu ricordi quei giorni bianchi, tiepidi
e velati che sciolgono nel pianto
i cuori ammaliati, quando, scossi
da sconosciuto male che li torce
i nervi troppo svegli si fan scherno
dell’assopito spirito. Talvolta
tu rassomigli a splendidi orizzonti
che un sole accende di stagioni fosche.
Come risplendi, umido paesaggio
infiammato di raggi declinanti
da un cielo inquieto! O donna tentatrice,
o seducenti climi! Amerò pure
la tua neve, le vostre brine, e trarre
godimenti saprò dallo spietato
inverno, acuti più che ghiaccio e ferro?

CHARLES BAUDELAIRE

Published in: on luglio 1, 2017 at 06:54  Comments (2)  

Al potere

Oh, potere, potere,
tu che offuschi e opprimi
la coscienza dell’uomo
e cambi la storia,
tu alletti e ripugni;
Oh potere, potere,
tu che aduli e plagi
ragione ed azione,
ti odio e pur m’alletti.

Odio la tua macchina infernale
che macella e che spacca,
che trita e frantuma
gli spiriti forti ed i cuori puliti.

M’alletta la tua violenza
di infondere forza,
di produrre energia e vigore
anche agli spiriti deboli
che assaporano il gusto
d’esser leader, sebbene per poco,
di sentirsi stimati,
temuti,
obbediti.

Il mondo selvaggio,
un di governato
dalle leggi del nulla,
d’un tratto diventa apprezzato,
infonde certezza,
dimora e ristoro,
e pur sicurezza.

Il branco non razzola
nel nulla e nel niente,
più non vacilla
e neppur più si scompone.

Le regole impone
la legge del forte,
decide e corregge,
infligge e punisce,
costringe le genti
in regole dure,
difficili forse
a far rispettare.

Dissenso produce,
e un ordine strano
riunisce e compone.

Dissenso che poi si scompone,
che assente e dissente
che crea le ragioni.

E tutto confonde:
idee e sentimenti,
che sbriciola assensi
e forti reazioni
produce e converge.

E poi il nulla:
il tutto finito,
il ritorno sofferto
alla tua dimensione,
che ancora una volta
ti lascia stupito
e t’addita con forza
la chiara visione
d’un nuovo potere
che è nato e s’impone.

Salvatore Armando Santoro  

Published in: on luglio 1, 2017 at 06:51  Lascia un commento  

La marna

(Scala dei Turchi)

 

Il fragore del mare

il colore del cielo

sfumature d’azzurro

di verde

di blu.

Un sole pigro

scalda la roccia

bianca come la neve

onde di vetro

slabbrano sul bagnasciuga

di una spiaggia da sogno

immensa e deserta.

Il colore del mare

il profumo del vento

gusto di sale

e sapore d’amore

Tu sei qui

stesa accanto a me

fingi di dormire

e…

 

Sandro Orlandi

Published in: on luglio 1, 2017 at 06:50  Comments (14)