Riposo

Riposo

su aliti di vento

arrivati

da un polo lontano

Ascolto afonie

di viaggi di sola andata

un treno alato

sfiora i miei pensieri

Credo di essere

in un aldilà

che altri rifuggono

seppure nella luce

Profumo di zagare

mani che respirano

nelle densità

di un cielo ammorbato

e penso

 

Gavino Puggioni

Published in: on luglio 4, 2017 at 07:41  Comments (3)  

Il processo

I sensi del cuore scuciti

dalla intellettuale prepotenza

sempre tesa a discutere cavilli

subiscono le analisi di lumi

perciò l’amore siede

senza avvocati

davanti al tribunale

dell’intelletto,

se riesce a fuggire può salvarsi,

oppure riacciuffato

viene condannato all’agonia,

qualche fiore rosso

coi petali votati a sentimenti

insiste a superare la stagione,

affronta con i getti di passione

le sentinelle armate

e con i sogni

chiede aiuto alle stelle,

ma lo sorprende l’alba

a muto sorpassare delle ore

e lo rinchiude, piange

l’amore illuso,

dietro la porta della sua prigione

vede morire i sogni trafugati

dalle incertezze della sua natura.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on luglio 4, 2017 at 07:29  Comments (6)  

Per il ventunesimo di Dalila

So bene, che non s’ha da fare

quel che faccio: anticipar d’un dì

la ricorrenza dei tuoi ventuno, ma

urgenze, due, alle costole mi stanno:

arrivar prima d’altri all’appuntamento,

_ di questo venia ai molti chiedo _

e alla Musa divina dar soddisfazione.

Non serve aspettar codesti

eventi per celebrare il sentimento

ch’ a te mi lega e che tu ricambi

allor che leggo nei begl’occhi neri

d’affinità elettive sicuro segno.

E se indietro vado a cercarne traccia

una delle prime trovo, s’impegno

la memoria ‘che mi sostenga a dire

strappati versi da la mia _Vita Nuova_:

…Passa per l’odore di te
che catturo in punta di naso
e mi sazio cercando
di capire fra Mustela e limpida
orina il prevalente…

… e nel mentre il naso sfregavo sul

tuo ventre morbido … accadeva

com’è ora, per questo quattro di luglio,

del duemiladiciassette che m’intenerisca:

…d’un misto di felicità e precarietà._

 

Nonno Carlo

 

Carlo Baldi

Published in: on luglio 4, 2017 at 07:18  Comments (9)  

Io m’aggio posto in core a Dio servire

.
Io m’aggio posto in core a Dio servire,
com’io potesse gire in Paradiso,
lo santo loco, ch’aggio audito dire
u’ si mantien sollazo, gioco e riso.
Senza mia donna non vi vorria gire,
quella ch’ha blonda testa e claro viso,
ché sanza lei non poteria gaudire,
estando da la mia donna diviso.
Ma non lo dico a tale intendimento
Perch’io peccato ci vellesse fare,
se non veder lo suo bel portamento,
lo bel viso e lo morbido sguardare:
ché mi terria in gran consolamento,
veggendo la mia donna in ghiòra stare.
.
JACOPO DA LENTINI
Published in: on luglio 4, 2017 at 07:09  Comments (2)