La spiga

LA ESPIGA

Mira el signo sutil que los dedos del viento
hacen al agitar el tallo que se inclina
y se alza en una rítmica virtud de movimiento.
Con el áureo pincel de la flor de la harina

trazan sobre la tela azul del firmamento
el misterio inmortal de la tierra divina
y el alma de las cosas que da su sacramento
en una interminable frescura matutina.

Pues en la paz del campo la faz de Dios asoma.
De las floridas urnas místico incienso aroma
el vasto altar en donde triunfa la azul sonrisa;

aún verde está y cubierto de flores el madero,
bajo sus ramas llenas de amor pace el cordero
y en la espiga de oro y luz duerme la misa.

§

Guarda il segno sottile che le dita del vento
fanno nell’agitare il gambo che s’inclina
e s’alza in una ritmica virtù di movimento.
Col dorato pennello del fior della farina
tracciano sulla azzurra tela del firmamento
il mistero immortale della terra divina
e delle cose l’anima che dà il suo sacramento
in una interminata freschezza mattutina.
Sulla pace dei campi, di Dio si sporge il viso.
Aroma d’urne in fiore mistico incenso effonde
sul vasto altare e soglio dell’azzurro sorriso.
Dal suo verdore il tronco e dal fiorir non cessa,
bruca l’agnello sotto le sue amorose fronde,
e dorme nella spiga d’oro e lume la messa.

RUBÉN DARIO

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Published in: on luglio 8, 2017 at 07:30  Comments (3)  

Uno spago per legare il presente

Mi sono rivoltato le tasche per niente
per inseguire chimere, per seguitare la corsa.
Non c’era biglietto per mete di sogno
ma solo lo spago per legare il presente.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 8, 2017 at 07:24  Comments (5)  

Pentagramma dell’amore

Oh quanto sei dolce 

luna mia, 
che nella notte 
con note sì dolci 
componi il pentagramma 
dell’amore 
 
I sogni miei amici 
mi portano lontano, 
verso infiniti orizzonti 
dove solo l’estasi 
regna sovrana, 
in compagnia 
di colui che la mente mia 
ha rapito con dolci parole 
 
Luna, luna amica, 
illumina i nostri corpi 
uniti nell’atto più sublime 
e dirigi l’orchestra 
dei sospiri d’amore 
a formar il brano 
dell’anima che mai 
scordar potrò 
.
Patrizia Mezzogori
Published in: on luglio 8, 2017 at 07:08  Comments (5)  

Ius soli

Sono nato qui, per scelta di vita,

di libertà, di dignità umana.

Ma vivo in una condizione strana:

non ho diritti, non ho via d’uscita.

 

Se le mie mani hanno cinque dita,

se rido e parlo da persona sana,

che c’entra la mia origine lontana?

Perché la civiltà m’è proibita?

 

Civiltà: accoglienza solidale,

civiltà è cittadinanza aperta.

Ma chi insegue il consenso elettorale

 

Non guarda la mia condizione incerta.

C’è chi ha capito quanto io stia male,

ma saprà zittire la vile allerta?

 

Umberto Marinello

Published in: on luglio 8, 2017 at 06:57  Comments (5)