Chiedersi per chi suona la campana è una misura precauzionale

Sabbia

Fossimo sabbia
granelli tutti dell’addio alla pietra
saremmo limite alla terra
depositari di carezze d’acqua
esposti al vento
ciascuno un sé di riva planetaria

siamo di sangue e linfa
soltanto per un po’
in passi alterni sulle gambe
in movimento sempre
anche se ci fermiamo

l’aria ci avvolge
la gravità trattiene dal volare
e siamo
esseri d’apparenza corporale
ologrammi trasmessi oltre le soglie
del quantuum temporale
sempre noi stessi e mai
dalle origini fossili
alla frammentazione in pixel

veicoli di quanti e cromosomi
geni geniali
immersi nella polvere degli avi

Cristina Bove

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Published in: on luglio 9, 2017 at 07:30  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. E’ vero la campana spaventa perché riguarda ciascuno di noi, siamo semplici granelli di carne e sabbia, lo sappiamo ma non siamo mai preparati ad affrontarlo. Grazie Cristina per la riflessione e complimenti per la tua lirica. Roberta

    • Bella poesia che tocca un tema che tutti ci accomuna
      Tinti

  2. La nostra fragilità caducità finitezza…. brava! Piera


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