Povero ma ricco

Io non so cosa sia questa paura che mi tiene legato alla giostra,
che mi fa battere a macchina con le mani sudate un tormento che non voglio,
ma se mi apri la porta dell’amore giuro che mi farò bastare il tuo sorriso
al mattino e il tuo broncio alla sera.
Mostrami le lettere di quella parola che dici sottovoce, fingendo di non saperla,
versa la cenere del mio abito grigio in un piatto e soffiala alla luna,
tu che sai come si accende una luce senza pensare,
tu che sai amare senza domande. Portami via da una stanza con le pareti,
voglio invecchiare nel vento per vedere i tuoi capelli danzare
all’ombra di tutti i perché.

Simone Magli

Published in: on luglio 14, 2017 at 07:46  Comments (4)  

Lettera inevasa

Vorrei scrivere di te

di quei giorni luminosi

irradiati dal nostro sole

e di quegli altri bui

quando, ancor oggi incredula,

l’astro si spense, all’improvviso.

Vorrei scrivere a te,

pur totalmente consapevole

che mai potrai leggere

queste mie povere righe

ed io, veder apparire un sorriso

sul tuo sempre amato viso.

La mia voce s’innalza solitaria

dall’imo dell’anima, sospinta

dal soffio gelido di maestrale

o da corrente contraria

come di bufera, e tornerà respinta.

Eppure…vorrei scrivere a te

nel silenzio d’una stanza vuota

nel mezzo di una prateria solitaria,

mentre seguo il moto delle nubi

con il naso puntato in aria.

E cerco la tua immagine

tra il sole e le stelle e più in là,

dove il tuo spirito s’è involtato, ma

nella consapevolezza che in me rimane

l’impronta del tuo DNA, papà.

 

Danila Oppio

Published in: on luglio 14, 2017 at 07:43  Comments (5)  

Vado

Vado dove si sorride,
Si ama, si vola,
Dove c’è luce
Anche di notte.
Vado dove mi abbracciano o
Vedono davvero
La mia anima e
Mi baciano con dolcezza.
Vado dove mi cercano
Con sincerità e tenerezza
E mi accarezzano
Amorevolmente anche il cuore.
Vado dove incontro
Chi mi dice “ti amo” o
“Tu sei per me…” vado…
Via da qui e da te…

Piera Grosso

Published in: on luglio 14, 2017 at 07:42  Comments (7)  

Spazio e tempo

ESPACIO Y TIEMPO

Espacio y tiempo, barrotes

de la jaula

en que el ánima, princesa

encantada,

está hilando, hilando cerca

de las ventanas

de los ojos (las únicas

aberturas por donde

suele asomarse, lánguida).

 

Espacio y tiempo, barrotes

de la jaula;

ya os romperéis, y acaso

muy pronto, porque cada

mes, hora, instante, os mellan,

¡y el pájaro de oro

acecha una rendija para tender las alas!

 

La princesa, ladina,

finge hilar; pero aguarda

que se rompa una reja…

En tanto, a las lejanas

estrellas dice: «Amigas

tendedme vuestra escala

de la luz sobre el abismo».

 

Y las estrellas pálidas

le responden: «¡Espera,

espera, hermana,

y prevén tus esfuerzos:

ya tendemos la escala!»

§

Spazio e tempo, sbarre

della prigione

in cui l’anima, principessa

incantata,

sta filando, filando accanto

alle finestre

degli occhi (uniche

aperture da dove languida

è solita spuntare).

 

Spazio e tempo, sbarre

della prigione,

vi infrangerete, e forse,

molto presto, perché ogni

mese, ora, istante, vi rodono

e l’uccello dorato

intravede una fessura per tendere le ali!

 

La principessa, scaltra,

finge di filare; però aspetta

che si rompa una grata …

Mentre alle lontane

stelle dice: «Amiche

tendetemi la vostra scala

di luce sull’abisso».

 

E le stelle pallide

le rispondono: «Aspetta,

aspetta, sorella,

e appagheremo i tuoi sforzi:

già tendiamo la scala!»

 

AMADO NERVO

Published in: on luglio 14, 2017 at 07:09  Comments (1)  

L’appuntamento

(Dipinto dell’autore)

Ricordo ancora quando mi lasciasti.
Col cuore in gola colsi la tua pena.

Esile corpo trasformato in Madre,
nel ventre tuo, piccola marea,
preludio di nuova vita generata.

Non bastò il pianto dei miei occhi,
né la supplica d’amore abbandonato,
non fu tua la colpa del misfatto,
ma dell’ Orco che insidiò la carne.

Mi stringesti come rampicanti rose,
ferendomi con spine di dolore.
chiedesti solo il tempo di sognare,
ed io accettai col sangue dentro al cuore.

Nuove albe attendono i tramonti,
e avide stagioni ruban i giorni,
nel netto cielo di una calda estate,
lucente apparirà la nostra stella.

Così ti vidi come una Madonna,
tra alti e forti faggi incorniciata,
la luce penetrava tra le fronde,
rendendone splendente il tuo profilo.

Per mano sorreggevi il tuo bambino,
ed io sgomento corsi ad abbracciare.

L’amore non ha tempo,
è il suo destino.

Viver a lungo non ha alcun senso,
quando di pochi attimi è l’ Immenso.

Raffaele Saba

Published in: on luglio 14, 2017 at 06:59  Comments (4)