Camera da letto

nell’azione delle stelle

il cameratismo ci culla

come il bel sonno

che ogni volta

si risposa con la parete

sopra l’alzatina della rete

un grande santuario

nelle notti perenni, ci accoglie

mimetizzati dalla luna

ascoltiamo la libertà delle fatiche.

Il sostegno del letto, accosta le rive

quando lenzuola profumano di bucato

l’aria tiepida del giorno entra nel silenzio

con vele gonfie noi

stiamo sottocoperta

abbarbicati al materasso d’acqua

due naufraghi, che cercano l’approdo

nel fiume rosso dei benedetti.

 

Aurelia Tieghi

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Published in: on luglio 15, 2017 at 07:44  Comments (5)  

Vanità

Parbleu parblou parbloski


è un riverbero di Swarovski


lucicchiano sbrillocchiano


gocce di rugiada scintillano.



Bagnata, sudata, trafugata


barattata ai bordi di una strada.


Pensante urlante ridondante


disattesa non cercata usurata.



Cantava, urlava, si dimenava


sulle labbra pronunciava


un nome cercava, ascoltava.


Vanità, vanità….sussurrava.

 

Il Passero

Published in: on luglio 15, 2017 at 07:34  Comments (5)  

Gare du Midi

A nondescript express in from the South,
Crowds round the ticket barrier, a face
To welcome which the mayor has not contrived
Bugles or braid: something about the mouth
Distracts the stray look with alarm and pity.
Snow is falling. Clutching a little case,
He walks out briskly to infect a city
Whose terrible future may have just arrived.

§

Un espresso qualunque dal Sud, folla
verso l’uscita, una faccia che il sindaco
non accoglie con nastri e con fanfare:
qualcosa intorno alla bocca distrae
l’occhio vagante con allarme e pena.
Cade la neve. In pugno una cartella,
esce svelto a infettare una città
il cui disastro forse è già arrivato.

WYSTAN HUGH AUDEN

Published in: on luglio 15, 2017 at 07:25  Comments (2)  

Il tempo

Il tempo è un vandalo
martello e cattiveria;
indugia sui ginocchi come se avesse mille
che dico, centomila suoi anni e pochi giorni.
Ti scaraventa a terra come l’amico dolce
d’infanzia dietro i prati di casa, poi fa pace
disegna sulle palpebre libellule e fastidi
prepara la tua terra per semi d’oleandro
per grano saraceno e l’avena più sottile.
Il tempo c’ha il motore truccato, a tratti frena
in altri fa la pietra che rotola, ti ammazza
mettendoti davanti una donna che c’ha voglia.
A volte fa dei buchi nel muro per i quadri
a volte i quadri stessi e li espone al pregiudizio.
Il tempo è un lazzarone con venti mani in tasca
ti ruba le monete del latte, ride forte
del tuo fastidio al vino mediocre, al cibo sfuso
ti fa venir la gobba dove c’avevi il meglio
il libro delle dolci carezze, quelle spalle
che hanno portato i figli a vedere i fuochi al lago.
Ma il tempo perde sempre
se dormo sul tuo seno, come tra i fiori nuovi di prato
e lasci fare.

Massimo Botturi

Published in: on luglio 15, 2017 at 06:52  Comments (5)