Amici del Cantiere, la nostra amica Piera Grosso mi ha comunicato poco fa una tragica notizia: Giancarlo Passarini, il nostro caro “Passero”, è morto ieri sera a Bologna dopo una breve malattia. È una grande perdita per la nostra piccola comunità, sia dal punto di vista poetico che umano. Abbiamo tutti apprezzato le qualità del nostro caro Giancarlo, le sue doti di ironia e sensibilità, e ci mancherà immensamente il suo contributo acuto ed originale, firmato con quell’appellativo poetico e gentile. Questo momento è davvero triste, e avrei voluto commemorare il nostro amico con le sue stesse parole. Purtroppo non sono in sede e non ho la possibilità tecnica di editare un articolo sul Cantiere. Perdonatemi, appena finiranno le ferie ricorderemo degnamente il poeta e l’amico. Grazie a tutti per esserci in questa occasione.

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Published in: on luglio 17, 2017 at 23:01  Comments (21)  

Ode alla lingua italiana

Voce d’antichi padri

musica è il nostro dire

e le vocali madri                              

fan dolce il suo fluire.

 

Le doppie consonanti

sposate alle vocali

creano accattivanti                                    

accordi inusuali.

 

La nostra lingua è tonda

come la “ o “ di Giotto

è il carezzar dell’onda

in un parlare dotto.

 

Fonetiche varianti

la rendon sinfonia

parole come canti

di serafica etnia.

 

Perché mercificarla

con anglo francesismi?

Meglio sarebbe usarla

ricolma d’aforismi.

 

Così che senza abiura,

fiera in ogni contrada,

della nostra cultura

diventi ancora spada.

 

Alberto Baroni

Published in: on luglio 17, 2017 at 07:45  Comments (10)  

Il gioco

Lungo nel tempo
d’amore un gioco
e piccoli, improvvisati giochi
lo accompagnavano.

Vedere, sapere, fingere
e, soffrendo, sperare
nel tempo, nei sentimenti
e dell’amore la forza.

Di noi, il gioco ingannevole
dalla fede sorretto
e dalla morale
al termine giunse.

Quelle piccole nubi
di tempesta presaghe
tutto di noi travolsero
spazzando, crudelmente, anime.

Tutto muore
con Dio le nostre speranze
le nostre illusioni, la mia tenerezza
nel sonno della tua mente.

Piero Colonna Romano

Published in: on luglio 17, 2017 at 06:58  Comments (6)  

Ariel

.
Stasis in darkness.
Then the substanceless blue
Pour of tor and distances.
God’s lioness,
How one we grow,
Pivot of heels and knees!—The furrow
Splits and passes, sister to
The brown arc
Of the neck I cannot catch,
Nigger-eye
Berries cast dark
Hooks—
Black sweet blood mouthfuls,
Shadows.
Something else
Hauls me through air—
Thighs, hair;
Flakes from my heels.
White
Godiva, I unpeel—
Dead hands, dead stringencies.
And now I
Foam to wheat, a glitter of seas.
The child’s cry
Melts in the wall.
And I
Am the arrow,
The dew that flies
Suicidal, at one with the drive
Into the red
Eye, the cauldron of morning.
.
§
.
Stasi nel buio. Poi
l’insostanziale azzurro
versarsi di vette e distanze.
Leonessa di Dio,
come in una ci evolviamo,
perno di calcagni e ginocchi! – La ruga
s’incide e si cancella, sorella
al bruno arco
del collo che non posso serrare,
bacche
occhiodimoro oscuri
lanciano ami

Boccate di un nero dolce sangue,
ombre.
Qualcos’altro
mi tira su nell’aria –
cosce, capelli;
dai miei calcagni si squama.
Bianca
Godiva, mi spoglio –
morte mani, morte strette.
E adesso io
spumeggio al grano, scintillio di mari.
Il pianto del bambino
nel muro si liquefa.

E io
sono la freccia,
la rugiada che vola
suicida, in una con la spinta
dentro il rosso
occhio cratere del mattino.

.
SYLVIA PLATH
Published in: on luglio 17, 2017 at 06:55  Lascia un commento  

Catuzza

Quando i pensieri mi opprimono la mente
mi ricordo di te, appena come in un sogno,
Catuzza!
Cosa mai sei per me?
Un attimo giulivo di una frazione di tempo
che si è estinto;
un lampo velocissimo che si è spento
sopra un mare in tempesta;
un correre spensierato a piedi scalzi,
sopra un prato fiorito!
Eppure tu esisti, in me;
tu, sporca ed ingenua,
coi tuoi capelli arruffati,
le tue gote rosate, Catuzza!
Quanto tempo è fuggito dietro di noi?
Quanti arcobaleni iridati sono svaniti sopra di noi?
Dietro di noi, sopra di noi,
che non sappiamo più nulla di noi!
Eppure tu sei qui, ora,
in uno spazio irripetibile d’un tempo sconosciuto,
prigioniero lontano.
Siamo qui, tu ed io!
E mentre i ricordi scorrono veloci,
immagini sbiadite si rincorrono
nel turbine dei pensieri
che m’opprimono il cuore,
intercalando affanni e gioia insieme.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on luglio 17, 2017 at 06:51  Comments (1)