Estraneo

Come la sedia di paglia
dimenticata nell’angolo
della cucina annerita
insieme alle pietre sconnesse
del cotto d’un tempo,
così mi vedo, senza voce in capitolo,
come vecchia stampella
di abiti ormai fuori moda.

Non so di che parlate,
ho perso la voglia
d’andare in stazione
e prendere nota
delle facce affacciate
che sfrecciano via
nel calderone dell’attualità.

Resto silente a pensare
al mio mondo,
fatto di alberi, prati e orizzonti,
e tanti perché come foglie
sempreverdi d’autunno.

Lorenzo Poggi

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Published in: on luglio 20, 2017 at 07:01  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. Semplicemente stupenda e vera. Se tu sei una sedia messa in angolo io sono un attaccapanni… vuoto.
    Sandro

    • E io sono due occhi che contano le stampelle vuote. Grazie Sandro!

  2. C’è tutto in questa poesia, realtà, amarezza e disincanto, e come darti torto caro Lorenzo, chi sa vivere solo col sentimento ed onestà non riesce ad accettare questo normale scempio. Grazie per la riflessione, un caro saluto. Roberta

    • Lirica fonda che ci tocca per la sua autenticità sincera…..spesso mi sento un oggetto di poca utilità e valore…tipo un vecchio ferro da stiro o un frullatore rotto…
      Tinti


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