Giù

giù

alle fondamenta

nell’ade

che il sisma, ieri

ha fatto tremare

andare

a mani nude

 in discesa

scale sconnesse

tra solventi di vini fermentati

biciclette smesse

in mezzo a ragnatele setose.

Uno scorpione alza la coda

dentro bauli di ricordi accatastati

sale, su sedie ormai tarlate

dove si leggono sedute

di vedute consumate

sempre lì

gli scarti del tempo

macchie d’ olio

fissate al pavimento

due vecchie bambole

che non vedono più

laggiù

a volte

qualcosa si rinnova

– umidità –

Cavernosa.

 

Aurelia Tieghi

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Published in: on luglio 24, 2017 at 07:48  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. Immagini che quasi si toccano…bravissima, bella e intensa questa poesia. Franca (astrofelia)

  2. Concordo con Astrofelia, ricordi che si trasformano in vive immagini, complimenti Aurelia, un caro saluto. Roberta

  3. grazie a voi per l’attenzione, ciao
    @.


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