Senza mai perderti

Ti cerco
Nelle lenzuola insanguinate del mattino
Che coprono
le orme delle notti insonni
passate, attraverso la notte

Ti cerco
Nel mezzogiorno abbandonato
Dalle ore fisse
Che s’arrampicano
Ai muri affannati della casa
Imprigionati nella mia solitudine

Ti cerco
In un languido pomeriggio
Di un sabato qualunque
Che m’asciuga le lacrime
Durante la tua assenza

Ti cerco
In ogni dove ed ovunque
E ti trovo… dentro il mio cuore
Senza mai perderti,
nemmeno… per un solo istante!

Anileda Xeka

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Published in: on settembre 4, 2017 at 07:37  Comments (3)  

Poesia carnale 4

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo
mi chiederanno la loro voce un giorno, quando andrai.
Ma io non avrò più voce per ridirle allora. Perché tu eri abituata
a camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani
sui ginocchi, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi;
ricordarmi così coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi – perché ti vedo più profondamente così. Dunque,
come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai cammi
nato così sotto i bianchissimi meli in fiore di nessun paradiso.

YIANNIS RITSOS

Published in: on settembre 4, 2017 at 07:35  Comments (2)  

Il punteggiar assente

Se chiara poesia si vuol fare,

gli accenti al posto giusto devon stare.

Ma ciò non basta a fare melodia

di quel che scrivi, né a donar malia.

 

Il ritmo, carme e musica accomuna,

se manca quello non avrai fortuna

e devi un altro inghippo ricordare:

le pause bisogna adoperare.

 

Ci aiuta la grammatica italiana;

là ci troviamo una faccenda strana,

di segni arcani è fatta, e a pochi noti;

è obbligatorio, a quelli, esser devoti:

 

il punto è un accidente che il dir blocca:

è conclusione, inver, di quel ch’hai detto.

La virgola non è mica un dispetto,

ti obbliga a fermata ch’è pitocca.

 

Virgola e punto sposi, lui di sopra,

dicono di discorso non compiuto;

per completarlo poi ci vuol l’aiuto

d’un altro verso che il sentiero scopra.

 

Ci son due punti, e stanno un sopra l’altro;

come maestri sono lì a spiegare,

a ribadir concetto e ad illustrare

il vero senso, e di sicur nient’altro.

 

La suspense danno al verso quei tre punti,

di sospension chiamati, a giusto dire,

ma dopo c’è qualcosa da scoprire…

di certo troverem degli altri spunti

 

Tant’altri ve ne sono veramente,

grafici segni, pieni di valore,

ma ve n’è un che mi colpisce il cuore,

per il suo effetto, certo sconvolgente.

 

M’intrigan molto i puntini a cavallo

d’un “i” quand’è seguita da vocale,

che per divino effetto, eccezionale!

Dittongo in iato muta, ed è uno sballo.

 

E’ vero, c’è l’ermetico poetare,

che non si cura d’essere capito

e spesso appaga solo il nostro udito

e più di questo non riesce a fare,

 

ma quando poesia è destinata

ad appagare e menti e cuor bramosi,

amici cari, via, siate pietosi

e fatela coi segni, la cantata!

 

Piero Colonna Romano

Published in: on settembre 4, 2017 at 07:04  Comments (8)  

Benvenuto moscone

Benvenuto moscone

sei l’ospite opportuno

nell’ombra di questa quiete,

la sola risparmiata dal fuoco

di un pomeriggio fuori testo.

Salve a te chiassoso amico

affabulatore di quelle estati totali

quando i compiti erano ancora da fare

e cicale e mosche le sottintese presenze.

Grazie della visita gradita

intuita nel ronzio nero che sbatte

percepito di lato

inafferrabile e familiare.

 

Anna Zucchini

Published in: on settembre 4, 2017 at 06:58  Comments (2)