E’ stato, accadde, è vero

HA SIDO, OCURRIÓ, ES VERDAD

Ha sido, ocurrió, es verdad.
Fue un día, fue una fecha
que marca el tiempo al tiempo.
Fue en un lugar que yo veo,
Sus pies pisaban el suelo
este que todos pisamos.
Su traje
se parecía a esos otros
que llevan otras mujeres.
Su reló
destejía calendarios,
sin olvidarse una hora;
como cuentan los demás.
Y aquello que ella me dijo
fue en un idioma del mundo;
con gramática e historia.
Tan de verdad
que parecía mentira

No.
Tengo que vivirlo dentro,
me lo tengo que soñar.
Quitar el color, el número
el aliento, todo fuego
con que me quemó, al decírmelo.
Convertir todo en acaso, en azar puro,
soñándolo.
Y así cuando se desdiga
de lo que entonces me dijo
no me morderá el dolor
de haber perdido una dicha
que yo tuve entre mis brazos,
igual que se tiene un cuerpo.
Creeré que fue soñando,
que aquello tan de verdad,
no tuvo cuerpo, ni nombre.
Que pierdo
una sombra, un sueño más.

§

È stato, accadde, è vero.
Fu in un giorno, fu una data
che segna il tempo al tempo.
Fu in luogo che io vedo.
I suoi piedi toccavano il suolo
questo stesso che tutti tocchiamo.
Il suo vestito
era simile ad altri
che indossano altre donne.
Il suo orologio
sfogliava calendari,
senza scordare un’ora:
come contano gli altri.
E quello che lei mi disse
fu in una lingua del mondo,
con grammatica e storia.
Cosí vero
che sembrava menzogna.

No.
Devo viverlo dentro,
me lo devo sognare.
Togliere il colore, il numero,
il respiro tutto fuoco,
con cui mi bruciò nel dirmelo.
Mutare tutto in forse,
in mero caso, sognandolo.
Cosí, quando vorrà smentire
ciò che mi disse allora,
non mi morderà il dolore
d’una felicità perduta
che io tenni fra le braccia,
come si tiene un corpo.
Crederò di aver sognato.
Che tutte quelle cose, cosí vere,
non ebbero corpo, né nome.
Che perdo
un’ombra, un sogno ancora.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

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Published in: on settembre 10, 2017 at 07:23  Comments (2)  

Tu sei

Sei nelle foglie d’argento
Mosse dal vento primaverile,
Sei nell’acqua increspata
E brillante del lago.
Sei nell’albero che amavi,
Nel prato dove hai camminato
I tuoi passi con me,
Sei nei sentimenti e
Nelle emozioni che restano,
Nel mio respiro aperto,
Oggi che ho tempo
Per ritrovarti finalmente.
Sei ovunque vedo o sento bellezza.

Sei nel mio ricordo dolcissimo.

Piera Grosso

Published in: on settembre 10, 2017 at 07:22  Comments (11)  

Mai nato

(Scultura dell’autore)

Sognavo i tuoi occhi di giada,
boccoli d’oro intrecciati,
labbra arse dal sole,
nudo vestito di mare.

Sentivo piedini scalciare
vibrare il tuo corpo nel grembo,
sfiorare la mano nel tondo,
udivo il respiro nel vento.

Madre ho visto il bagliore
di nuovo il buio mi assale,
nel corpo non sento il calore,
non vedo la luce del Sole.

Capelli bagnati di sale
dolore nel ventre ti uccide,
pianto di Madre rimane,
un sogno lasciato morire.

Raffaele Saba

Published in: on settembre 10, 2017 at 07:13  Comments (10)  

Un giorno in mountain bike

Muscoli intensamente affaticati

nel tentativo di scalar le nuvole,

fra mari di verde arrampicati

su picchi scoscesi, come nelle favole.

 

Auree orchestre dei boschi

dirette dai battiti del cuore,

in sinfonie di suoni e di silenzi

e l’affannato respir come cantore.

 

Susseguirsi di sfumature e d’ombre,

di colori che si sfiorano danzando,

di spicchi di sole che nell’ avanzare,

graditi , mi avvolgono scaldando.

 

Le mani strette sulla bici,

la fronte imperlata di sudore,

gli occhi brucianti ma felici

lontani dal tempo e dal dolore.

 

Una piccolla farfalla azzurra

lieve si appoggia sulla mano

piccolo gioiello a mio decoro

si lascia trasportar lontano.

 

Poi leggera da me si stacca,

ancor piu’ in alto torna a volare,

il mio animo dal corpo si strappa

e insieme a lei verso il cielo sale.

 

Alberto Baroni

Published in: on settembre 10, 2017 at 06:53  Comments (11)