A che mi serve la notte

A che mi serve la notte
Un divano un camino
Se non ti ho vicino
Non ho visto il tuo volto
Ma so per certo che è
Più caldo della luna
Non conosco i tuoi
Baci il contatto ma sento
Lo sento come potrebbe
Essere in una notte
Così splendida e agitata
Amore vieni e fa
Che io sia vita

azzurrabianca

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Published in: on settembre 11, 2017 at 07:48  Comments (5)  

Noi

US

I was wrapped in black
fur and white fur and
you undid me and then
you placed me in gold light
and then you crowned me,
while snow fell outside
the door in diagonal darts.
While a ten-inch snow
came down like stars
in small calcium fragments,
we were in our own bodies
(that room that will bury us)
and you were in my body
(that room that will outlive us)
and at first I rubbed your
feet dry with a towel
becuase I was your slave
and then you called me princess.
Princess!

Oh then
I stood up in my gold skin
and I beat down the psalms
and I beat down the clothes
and you undid the bridle
and you undid the reins
and I undid the buttons,
the bones, the confusions,
the New England postcards,
the January ten o’clock night,
and we rose up like wheat,
acre after acre of gold,
and we harvested,
we harvested.

§

Ero avvolta nella pelliccia
nera, nella pelliccia bianca
e tu mi svolgevi
e in una luce d’oro
poi m’incoronasti,
mentre fuori dardi di neve
diagonali battevano alla porta.
Mentre venti centimetri di neve
cadevano come stelle
in frammenti di calcio,
noi stavamo nel nostro corpo
(stanza che ci seppellirà)
e tu stavi nel mio corpo
(stanza che ci sopravviverà)
e all’inizio ti asciugai
i piedi con una pezza
perché ero la tua schiava
e tu mi chiamavi principessa.
Principessa!

Oh, allora
mi alzai con la pelle d’oro,
e mi disfeci dei salmi
mi disfeci dei vestiti
e tu sciogliesti le briglie
sciogliesti le redini,
ed io i bottoni,
e disfeci le ossa, le confusioni,
le cartoline del New England,
le notti di Gennaio finite alle dieci,
e come spighe ci sollevammo,
per acri ed acri d’oro,
e poi mietemmo, mietemmo,
mietemmo.

ANNE SEXTON

Published in: on settembre 11, 2017 at 07:29  Comments (3)  

Vulcano attivo

Oggi il cielo è lontano, indifferente
ed il bosco si perde,
limitata oasi verde, in un deserto.

Non ha ponti o passaggi la sua fiamma
ove la luce sembra
listata da un pesante oscuro nembo
che vieta alle speranze di passare.

In questa chiusa calma
discende come un balsamo la sera
e nel bosco intravedo una figura
che traccia lunghi solchi e poi scompare
portando alto sgomento alla mia vita;
ma, mentre dormo, torna a seminare
fiori di primavera.

Al mio risveglio riconosco quella
figura che propaga dal suo grembo
e dalle chiuse ciglia
materia e luce d’una nuova stella.

Santi Cardella

Published in: on settembre 11, 2017 at 07:27  Comments (2)  

Viva le piante da appartamento!

La mia pianta da regalo rosa

 sta aprendo il terzo fiore violetto!

Col suo look d’ estrose fioriture l’ho messa subito al riverbero

Mi fa sentire preda del colore

spruzzo le foglie

lancio madreperle di goccioline

per sentirla viva

soluzione ottimale è

mantenerla al centro

 della vita familiare

 irrorare

 irrorare

irrorare

ora può esultare

 per aver varcato la soglia dell’appartamento

questa vita casalinga la lusinga

si lascia andare al dovere, lei 

libera esponente di pistilli

trasformista

del focolare…

 

Aurelia Tieghi

Published in: on settembre 11, 2017 at 06:59  Comments (4)