Sfere di fuoco

Nei mesi oscuri la mia vita scintillava
solo quando ti amavo.
Come la lucciola si accende e si spegne, si accende e si spegne,
– dai bagliori si può seguire il suo cammino
nel buio della notte tra gli ulivi.

Nei mesi oscuri l’anima stava rannicchiata
e senza vita
ma il corpo veniva dritto verso di te.
Il cielo notturno mugghiava.
Furtivi mungevamo il cosmo e siamo sopravvissuti.

TOMAS GÖSTA TRANSTRÖMER

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Published in: on settembre 14, 2017 at 07:44  Comments (3)  

Profumo di croccante

Pioggia d’oro

sulla fronte

sera calda

di Settembre

foglie smerlate

di giallo.

Pensieri ruotanti

in raggi di bicicletta.

                 

Giostre

affacciate al sole

e sassolini lucenti

mossi

dal girovagar

della folla.

 

Profumo di croccante.

 

Carrozzelle in fiera

di amici anziani.

Occhi

mutati in gioia

volti accaldati

nasi all’insù.

Tappeto d’erba aperto

voglia di capriole …

 

Graziella Cappelli

Published in: on settembre 14, 2017 at 07:19  Comments (12)  

Libera – Elogio della poesia

La mia amante ha una chitarra in groppa
la suona all’orinale d’ardesia sotto il letto;
quando la notte è fiacca di spinte
e alla finestra, rimane impresso come un patibolo
od un geco.
L’amante mia ha le pietre del giorno tra le dita
i piedi divenuti faine, il dente d’oro
ficcato tra l’ogiva dei baci e il pentimento.
L’amante mia ha uno strascico in seta, il culo sodo
un albero che origina frutti per dorsale.
Ha un’orgia di capelli sul pergolato, anelli
sposati a dei capezzoli bruni, grandi, dolci
spinosi quando è tempo di semina e stan ritti
contro gli uccelli del malaugurio.
La mia amante
mi chiava e resta vergine sempre, mi condanna
e chiude fuori porta come uno che ha peccato.
L’amante mia è sacrilega e porca, puzza d’aglio
di vino messo in frigo, svanito
è capricciosa, piange le sette fiasche e mi stira le camicie.
Si lascia tra le mani il sapore sfegatato
di quando s’è cercata il piacere.
La mia amante, non sa che è la mia amante
ma le dichiaro il falso, e torno alla mia casa ogni volta
testa alta.
L’amante mia è una fata ubriaca, agita in aria
la sua bacchetta fatta di spago e liquerizia;
ci prova a far fiorire un disastro, l’eccellenza
in questa testa preda dei flutti. Ama dormire
un poco prima e dopo l’amore, è in costruzione
come la vanità di chi scrive e non sa nulla
della sua libertà ben nascosta, della pena
con cui è costretta a vivere, eterna, dentro libri
soffitte e biblioteche ammuffite.
La mia amante
è una scultura senza cavalli e senza spada
ci cagano i piccioni l’inverno
e anche gli idioti, gli indifferenti al fatto
che tutti siamo uguali, tremendamente soli
cadenti, affascinati, nel nostro misurarci le ali
come un gioco.

Massimo Botturi

Published in: on settembre 14, 2017 at 07:08  Comments (4)  

Odio i giardinieri

quando a inizio giornata
segano rami e mi tagliano
l’udito,
quando si lanciano parole
a voce alta come i sordi.
Odio i giardinieri
quando calpestano la terra
e guardano a mezz’aria.
Ho bisogno della loro ignoranza
per amare fortemente gli animali.

Simone Magli

Published in: on settembre 14, 2017 at 07:05  Comments (7)