Puro silenzio

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Vestita di puro silenzio

anelo ad un semplice sogno,
libero da inizio e da fine,
in quella grande vastità armonica
dove gli oggetti non hanno forma
 
Con occhi umidi d’emozione
esprimerò coi soli gesti
ciò che la mente sta vivendo,
spalancando quella finestra
che m’impedisce di volare via
 
M’inebrierò infine dei colori dell’aurora
rovistando negli anfratti dell’anima
per scacciare urla di folllie insane
che deleterie graffiano la notte
vagando nelle stanze della memoria
.
Patrizia Mezzogori
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Published in: on settembre 16, 2017 at 07:32  Comments (8)  

Vite del Ticino

Cantò le tue acque o Ticino
un dì lontano di Lodi la vergine
ribelle mio caro azzurro fiume,
generoso nell’offrir tuo tanto
a quel degli avi miei nel tempo
e dei lor miseri parenti gramo
misero al viver sostentamento:
sulle rive giunchi e vimini poi
a formar ceste solide e cestini,
con vigor dalla liquida tua vena
tolti bianchi quarzosi sassi a vita
dar poi in lontan fornaci ardenti
a vetri cristalli e util vasellame,
nelle vicine lanche prati odorosi
del mughetto bianco e giacinti
dai colori intensi con altra flora
selvatica e dai botanici nomi
sconosciuti mentre s’apriva
con funghi porcini chiodini
prataioli il sottobosco, tutto
a portar merce di scambio,
di denaro nei festivi o domenical
mercati e, a finir, dai boscosi
verdi boschi a te figli fratelli legna
a subir dalla sega e dalla pialla
nobile offesa o il focolar
a tingersi di scoppiettante rosso.
Un tempo lontano, un nostalgico
passato ma ancor quella vita
della natura viva o morta ancor
vive, brillan nell’acqua quei lucenti
sassi al vento si piegano lenti i giunchi,
a primavera son le lanche in fiore,
ridono di vita i boschi e i sottoboschi,
il canto qui della lodola e del ravarino
non più rendono come allor men dure
con le melodie loro le fatiche dure
di quelle antiche vite vissute grame
ma solo al ricordo a me danno
nostalgica e dolce pace al cuore.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on settembre 16, 2017 at 07:25  Comments (12)  

Il poeta e il lago

notte profonda
dove il cielo è più scuro
le stelle si abbassano
a toccare il lago
che schiuma rabbia:
il suo sogno di silenzio e di quiete
che fluttuava a mezz’aria
ha perso aura e fascino
e il poeta
dietro l’ombra di un’ombra
-col suo amore platonico è
caduto in acqua
tra l’idea d’amore
e la poesia vera del lago
c’è sempre l’io
e
non conta nulla
fingere conoscenze perfette:
la poesia d’amore
è la fuga dalla realtà

Giovanni De Simone

Published in: on settembre 16, 2017 at 07:20  Comments (12)  

Terremoto

Per la serie non sarete mai soli

hanno macerie per compagnia.

Già un anno se n’è volato via

e non c’è più nulla che li consoli.

 

Chiacchiere a iosa, promesse a stuoli,

passerelle, ma tutto è entropia.

Che sia incapacità o abulia,

nessuno risponde ai propri ruoli.

 

E intanto quei poveri disgraziati

che tutto hanno perso, tranne il dolore,

se ne stanno tristi e abbandonati

 

pensando che presto verrà il rigore

dell’inverno. Saranno sradicati

ancora per non provocar scalpore?

 

Umberto Marinello

Published in: on settembre 16, 2017 at 07:13  Comments (3)  

Il seme brillante della notte

THE BRILLIANT KERNEL OF THE NIGHT

The brilliant kernel of the night,
The flaming lightroom circles me:
I sit within a blaze of light
Held high above the dusky sea.
Far off the surf doth break and roar
Along bleak miles of moonlit shore,
Where through the tides the tumbling wave
Falls in an avalanche of foam
And drives its churnèd waters home
Up many an undercliff and cave.

The clear bell chimes: the clockworks strain,
The turning lenses flash and pass,
Frame turning within glittering frame
With frosty gleam of moving glass:
Unseen by me, each dusky hour
The sea-waves welter up the tower
Or in the ebb subside again;
And ever and anon all night,
Drawn from afar by charm of light,
A sea bird beats against the pane.

And lastly when dawn ends the night
And belts the semi-orb of sea,
The tall, pale pharos in the light
Looks white and spectral as may be.
The early ebb is out: the green
Straight belt of seaweed now is seen,
That round the basement of the tower
Marks out the interspace of tide;
And watching men are heavy-eyed,
And sleepless lips are dry and sour.

The night is over like a dream:
The sea-birds cry and dip themselves:
And in the early sunlight, steam
The newly bared and dripping shelves,
Around whose verge the glassy wave
With lisping wash is heard to lave;
While, on the white tower lifted high,
The circling lenses flash and pass
With yellow light in faded glass
And sickly shine against the sky.

§

Il seme brillante della notte,
la stanza di luce infuocata mi circonda:
siedo dentro una fiamma di luce
tenuta alta sopra il mare scuro.
Lontano la risacca si infrange e urla
lungo miglia deserte di spiaggia
illuminata dalla luna
e tra le maree l’onda che precipita
cade in una valanga di schiuma
e riporta le sue acque agitate
verso scogli e caverne d’acqua.

La campana suona chiara: i meccanismi si tendono,
le lenti girando lampeggiano e passano,
la struttura va girando nella struttura luccicante
con gelidi balenii di specchio in movimento:
non viste da me, ogni ora oscura
le onde si accavallano fino alla torre
o nel riflusso sprofondano ancora;
e a volte per tutta la notte
attratto da lontano affascinato dalla luce
un uccello di mare sbatte contro i vetri.

E finalmente quando l’alba chiude la notte
e cinge il semicerchio del mare,
il faro pallido e alto nella luce
sembra più bianco e spettrale.
L’alta marea del mattino è finita: ora si vede
la cintura di alghe verde e netta
che circonda la base della torre,
distingue gli intervalli della marea
e i guardiani hanno gli occhi pesanti
e le labbra insonni sono secche e amare.

La notte è finita come un sogno:
gli uccelli di mare gridano e s’immergono,
e nel sole del mattino evaporano
le secche di nuovo scoperte e grondanti
attorno al cui bordo l’onda di vetro
si sente scorrere con uno sciacquìo frusciante;
mentre, sulla torre bianca che si solleva alta
con luce gialla nel vetro sbiadito,
le lenti che girano lampeggiano e passano
e brillano pallide contro il cielo.

ROBERT LOUIS STEVENSON

Published in: on settembre 16, 2017 at 06:53  Comments (1)