Pasquinate

Renzi Matteo, deh, non ti indignare

se qualcun vuole in CONSIP curiosare

e quell’antico adagio non scordare

ché dice che la prima fu a cantare

gallina quando l’ovo volle fare…

 

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Ritornano a volare in cieli oscuri,

dicendo che son sempre duri e puri,

marmaglie che a guardarle infine appuri

che marchia svastica i lor cuori scuri.

E mai qualcuno c’è che le censuri !

 

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Un bel pranzetto stanno apparecchiando

compari di merende preparando

dell’elezioni norme già pensando

a scranni da spartirsi, nominando

vassalli fidi…e il popolo ignorando.

 

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 8, 2017 at 07:20  Comments (6)  

La tua casa bianca

La tua casa bianca
Sì è bellissima
La tua villa
Ma non sono
La donna che
Corteggia un uomo
Per i suoi beni
È che lì
Ci sono già stata
Nei miei sogni
Quelli più veri
Quelli notturni
Che lasciano andare
Il conscio dei pensieri
Da quando…non ricordo
Sogno di essere
In una casa bianca e bella
Sola o con mia sorella
Sì va bene
Chissà poi che significa
L’involucro
Il guscio di noi umani
Oh sì
È facile desiderarla
A me bastava guardarla
Come su di una rivista
Le belle foto patinate
Si può amare
La bellezza
Senza possederla
Ma è proprio che
Io lì ero già stata
Nei sogni
Quelli di notte
Quando non sei cosciente
Poi da lì
Ho sentito una voce
Che mi parlava amica
Un uomo che mi ama
Era il mio sogno
Da adolescente
E non ho
Capito più niente

azzurrabianca

Published in: on ottobre 8, 2017 at 07:13  Comments (2)  

Eterno e vano

Più non saremo quel che siamo stati:
amanti simultanei e appassionati
dei nostri turbamenti,
delle stelle, del cielo, d’ogni fiore.

Le canzoni d’allor talora io canto
e rileggo il mio diario e non discerno
perché quei moti sincroni del cuore,
vivi per più d’un anno,
non hanno superato quell’inverno.

Eterno è adesso il nostro disamore
e vano è il mio rimpianto solitario:
ciechi come la sorte
non hanno gli occhi i figli della morte.

Santi Cardella

Published in: on ottobre 8, 2017 at 06:56  Comments (4)  

Grodek

Am Abend tönen die herbstlichen Wälder
Von tödlichen Waffen, die goldnen Ebenen
Und blauen Seen, darüber die Sonne
Düstrer hinrollt; umfängt die Nacht
Sterbende Krieger, die wilde Klage
Ihrer zerbrochenen Münder.
Doch stille sammelt im Weidengrund
Rotes Gewölk, darin ein zürnender Gott wohnt
Das vergoßne Blut sich, mondne Kühle;
Alle Straßen münden in schwarze Verwesung.
Unter goldnem Gezweig der Nacht und Sternen
Es schwankt der Schwester Schatten durch den schweigenden Hain,
Zu grüßen die Geister der Helden, die blutenden Häupter;
Und leise tönen im Rohr die dunklen Flöten des Herbstes.
O stolzere Trauer! ihr ehernen Altäre
Die heiße Flamme des Geistes nährt heute ein gewaltiger Schmerz,
Die ungebornen Enkel.

§

D’armi mortali risuonano a sera
i boschi autunnali, i laghi azzurri,
le dorate pianure ove più fosco
rotola il sole: la notte avvolge
morenti guerrieri ed il lamento selvaggio
delle bocche spezzate.
Quieta nel folto dei salici s’aduna
una nuvola rossa: un dio adirato l’abita
Sparso nel fresco lunare il sangue,
tutte le strade riverse in nera putredine.
Sotto i notturni rami dorati dalle stelle ondeggia
l’ombra della sorella per il bosco silente,
saluta gli spiriti eroi, le teste di sangue;
e piano fra canne cupi risuonano i flauti d’autunno.
O più superbo lutto! I tuoi altari di bronzo.
Una rovente fiamma di spirito nutre oggi un dolore possente.
I nipoti non nati.

GEORG TRAKL

Published in: on ottobre 8, 2017 at 06:55  Comments (2)