A Frida Kahlo

Ah, mia Frida dal baffetto nero

E sguardo cupo da sparviero

Quanto nella vita hai sofferto?

Solo Dio lo sa, eppur nulla

ha bloccato l’estro tuo esperto

per l’arte pittorica e la scrittura.

Ah, vita mia, la tua originalità

Ha colpito l’intera umanità.

Potrò mai seguirti al passo?

Resto sorpresa e sospesa

Quasi a limite d’un collasso.

Tra di noi pare giunta intesa

Ma un passo avanti e tre indietro

Mi conducono allo sgomento.

Ah, mia cara turbolenta Kahlo

Mi lasci spesso basita al palo

Che devo dire? Sono dolente

Certe trovate mi vedono perdente.

 

Danila Oppio

Published in: on ottobre 9, 2017 at 07:13  Comments (5)  

Io e lei

Sole di luce
nel cerchio di cristallo.
Giorno tra lamiere
di bollicine frastornate.
Bocca rosa
nel punto d’iride
gioioso del cuore.
Gioca e si burla di me
gesticolando l’adesso
scrivendo sorridente:
“Il tuo viso raggiante
come luna
illumina la notte;
le tue mani
accarezzano lievemente
come il vento le foglie.”
Nella stanza frettolosa
il cerchio di cristallo
si stringe
fino a far scoppiare
le bollicine frastornate
in armoniosa sua canzone.

Glò

Published in: on ottobre 9, 2017 at 07:08  Comments (3)  

L’amore mio come acqua zampilla

in qualche corpo s’impiglia,
poi torna bambino
gioca con un aquilone
in cielo lo lascia volare.
L’amore mio è così povero
che misura il respiro,
trattiene memorie,
ma sa farsi pane per la fame.
L’amore mio si è dato tempo
per svelare ogni inganno,
scrive se stesso di notte
di giorno s’imbatte
in altri e troppi amori
fa strage, semina dolori.

Maria Attanasio

Published in: on ottobre 9, 2017 at 07:04  Comments (4)  

Affogata

AHOGADA

¡Su desnudez y el mar!Ya están, plenos, lo igual
con lo igual.
La esperaba,
desde siglos el agua,
para poner su cuerpo
solo en su trono inmenso.
Y ha sido aquí en Iberia.
La suave playa céltica
se la dio, cual jugando,
a la ola del verano.
(Así va la sonrisa
¡amor! a la alegría)
¡Sabedlo, marineros:
de nuevo es reina Venus!

§

La sua nudità ed il mare!
Stanno già, pieni, la cosa uguale
con la cosa uguale.
L’aspettava,
da secoli l’acqua,
per mettere il suo corpo
solo nel suo trono immenso.
Ed è stato qui in Iberia.
La soave spiaggia celtica
gliela concesse come giocando,
all’onda dell’estate.
(Così va il sorriso
amore! all’allegria)
Sappiatelo, marinai:
di nuovo è regina Venere!

JUAN RAMÒN JIMÈNEZ

Published in: on ottobre 9, 2017 at 07:01  Comments (3)