Luminosa

Non te l’ho detto mai
ma somigli ai miei canali.
Alle scritte sopra l’acqua che invitano le capre
i musi bene attenti nel bere; i miei respiri
tra la corrente azzurra che lecca sopra i fianchi
e i lombi un tempo giovani e belli.
Non l’ho detto, non te l’ho detto mai
che somigli alle mie mele.
Selvatiche nell’orto d’infanzia
piccoline; tra il rosso labbra piene d’amore
e il giallo terra.
Non te l’ho detto mai che sei tavolata estiva
tovaglia bianca piena di brise
e poi di uccelli
che spingono la luce fino all’estremo nord.
Non te l’ho detto mai che sei bosco di nocciole
un numero d’inverno in rubrica, il fontanile
che a volte dentro gli occhi pareva di toccare.
Non te l’ho detto mai
che sei nuda di peccati.
Fino alla ascelle e giù, sopra i seni
sull’addome, e il ricciolo precoce
cucito in ombra pura.
Che mai io t’ho veduta in quei luoghi aperti a Dio
eppure di magnolia ti so, di spago e seta
la seta che fa ricca la fabbrica e la donna
quando giù in piazza passa ad accendere i cantoni
veloce come fiamma, più esperta
luminosa.

Massimo Botturi

Published in: on ottobre 10, 2017 at 07:18  Comments (2)  

La paura è un rapace

ferisce silenzi, ci gioca.
Esce l’animo a brandelli.
L’esistenza calcia la vita
a lato.

Simone Magli

Published in: on ottobre 10, 2017 at 07:15  Comments (2)  

Mattino

La finestra socchiusa contiene un volto
sopra il campo del mare. I capelli vaghi
accompagnano il tenero ritmo del mare.

Non ci sono ricordi su questo viso.
Solo un’ombra fuggevole, come di nube.
L’ombra è umida e dolce come la sabbia
di una cavità intatta, sotto il crepuscolo.
Non ci sono ricordi. Solo un sussurro
che è la voce del mare fatta ricordo.

Nel crepuscolo l’acqua molle dell’alba
che s’imbeve di luce, rischiara il viso.
Ogni giorno è un miracolo senza tempo,
sotto il sole: una luce salsa l’impregna
e un sapore di frutto marino vivo.

Non esiste ricordo su questo viso.
Non esiste parola che lo contenga
o accomuni alle cose passate. Ieri,
dalla breve finestra è svanito come
svanirà tra un istante, senza tristezza
né parole umane, sul campo del mare.

CESARE PAVESE

Published in: on ottobre 10, 2017 at 07:06  Comments (2)  

Primizia

Beati occhi belli

guardano estasiati

vestita sol di pioggia

bagna acerbi seni.

 

Le tue ardenti labbra

bruciano dentro le mie.

Il tuo celato corpo,

esile stel di viola.

 

Contemplo in estasi

mentre ti doni nuda

con la veste ai piedi

corpo color di Luna.

 

Così come corolla

cerchi bacio d’Ape

sei la Regin dè fiori

nel bosco delle Fate.

 

Beato il candore

di bianca luce veste

nel ventre tuo tremore

nell’atto di passione.

 

Primizia hai donato

infinito amore

beato il corpo mio

nel coglier sì fiore.

 

Raffaele Saba

Published in: on ottobre 10, 2017 at 06:52  Comments (4)