Alluvione di premi

Da fonti bene informate ci giunge notizia dell’ennesimo exploit dei nostri amici poeti: la quinta edizione del Concorso Internazionale La Finestra Eterea, la cui premiazione si terrà il 28 ottobre prossimo a Cinisello Balsamo (MI), ha emesso i suoi verdetti. Quinta assoluta nella sezione Poesia si è classificata la nostra Sandra Greggio, con la poesia “Tu” (pubblicata sul Cantiere il 16/4 scorso). Nella sezione Testi Letterari si è affermato con il secondo posto assoluto il nostro Santi Cardella, con la silloge “Le stagioni del cuore” dalla quale è tratto il brano che vi proponiamo qui di seguito “Botticelliana”. Nella sezione Poesia infine abbiamo anche un primo posto assoluto, e se lo è aggiudicato il nostro Piero Colonna Romano con il brano “Via delle Monache”, già pubblicato sul Cantiere il 27/3/14, che parimenti vi riproponiamo. Che dire, vogliamo ripeterci ancora una volta? Complimenti vivissimi ai vincitori, artisti e cari amici che onorano queste pagine, con l’augurio di ripetersi ancora conquistando sempre nuovi allori!

§

Tu

Dove passi lasci il segno
ora una lacrima
sul petalo di un fiore 
ora il singhiozzo in un ruscello.

Ora il rumore del vento
simile ad un lamento
ora il fruscio che fan le foglie
quando si parlano.

Dove passi lasci il segno
ed il tuo profumo
si spande nell’aria.

“…e tutto parla di te”.

Sandra Greggio

§

Botticelliana

Mi porti l’estate sognata fanciulla

avvolta in un manto di luce e mistero?

Andiamo pei prati a cercare una culla

nell’erba e nell’oro d’un verde sentiero?

Mi porti i tuoi occhi a narrare racconti

di musiche alate, parvenze lontane

di lente dolcezze racchiuse in tramonti

portati sui tocchi di lente campane?

Sai tu la mia terra? Dal cuore profondo

domani nell’alba darà le viole.

Mi dai la tua luce e rischiari il mio mondo?

Mi porti a morire nel centro del sole?

Santi Cardella

§

Via delle Monache

Fatto di grezzo legno il pavimento,

pien di scaffali un piccolo negozio,

dietro un bancone riposava in ozio

una vegliarda, mano sotto il mento.

Nell’aria odor di libri si spandeva,

da fruste copertine ricoperti,

mi conquistavan quando, appena aperti,

scoprir d’autori ignoti m’accadeva.

S’alzava dalla panca quella vecchia

dalla figura segaligna ed alta

che nera veste il portamento esalta,

mentre veletta le copria l’orecchia.

Dell’Austria imperiale avea ricordo,

Franz Joseph permaneva nel suo cuore,

ai libri usati dava tanto amore

e personaggio fu ch’io ancor non scordo.

Da quella botteguccia mi partivo

con Dostoevskij amato sotto braccio,

di Pirandello, ahimè, ridotto a straccio,

con Ibsen, Poe e d’altri mi nutrivo.

Fu proprio quella donna affascinante

che in me trasmise tutta la passione

per la letteratura e l’emozione

oggi perdura ancora ed è appagante.

Son ritornato un giorno in quel pertugio,

plastica e vetri, è sorta una vetrina,

in bella mostra c’è una mutandina,

e reggiseni e calze fan gran sfoggio.

Ma quell’odor di carta e di cultura

mi resta dentro e grande nostalgia

m’assale quando penso a quella via

che amai in prima età d’amor che dura

Piero Colonna Romano

 

Published in: on ottobre 11, 2017 at 19:58  Comments (11)  

Quando il giorno mi morirà sulla bocca

Quando il giorno mi morirà sulla bocca
e gli ossi di seppia saranno sepolti
solo allora inviterò le stelle
nel mio giardino incantato.

Mi bagnerò le labbra con la scia
di comete e cercherò la sete
negli anfratti di luce, là dove
la musica è in ouverture
e il mondo è ancora da nascere.

Poi spargerò i piedi
in fondo al vicolo dei sogni
come un segnalibro
in una strada di campagna.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 11, 2017 at 07:40  Comments (6)  

Lo specchio

Ti ricordi quel volto sereno
e quei lampi celesti
a sorriderti dallo specchio
cercatori impudenti di vita?
Ora li insegui invano
in quei cento frammenti che stringi
spezzati di sangue e dolore
nell’incavo delle tue mani
Anch’io ne conosco il taglio vivo
di quando mi fermai
lungo la tortuosa strada
a raccogliere schegge di pena e pianto
per ricomporre in silenzio
l’armonia spenta della tua ombra.
Da allora cerco uno specchio
come dono estremo di vita
che rifletta tutto il tuo sole
e luce renda a quell’anima
che torni unita a se stessa
Ma per trovarlo ora è tardi
non ho più tempo e moneta
e non ho che questi occhi
bagnati del triste mio ottobre
Saranno allora i miei occhi
saranno loro lo specchio
da offrire sincero al tuo sguardo
e quando ti cercherai smarrita
nel buio intrico dei giorni
potrai trovarti ancora
pura splendente immagine
riflessa nel mio cuore

Fabio Sangiorgio

Published in: on ottobre 11, 2017 at 07:40  Comments (6)  

Marzo

Fumacchi

vaganti

dai neri camini

frullo di passeri

sulle tegole

fra getti di glicini

attorcigliati.

Mandorli nel sole

sorrisi d’erbe

fra le pietre.

Voce di vento

a risvegliar canneti

di biancospini

l’organza

alle macchie.

Non è tempo

per morire dentro …

Nell’aria

mimose espanse

in profumo.

 

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 11, 2017 at 07:27  Comments (7)  

Il recinto dei cervi

Nel solitario monte
non incontro nessuno,
non odo che l’eco
di voci umane.
Obliqui entrano i raggi
nel profondo del bosco,
il riflesso si leva
dal verde muschio.

Sul finire del giorno
appare freddo il monte.
Ma s’attarda ancora,
solitario, un viandante.
Nulla conosce
del segreto del bosco:
non resta
che la traccia del daino.

WANG WEI

Published in: on ottobre 11, 2017 at 06:54  Comments (2)