Purtroppo

 

Purtroppo sono stanco
di sentire, di vedere
fatti e cose che non vorrei
conoscere.
Mi preoccupo?
E di che?
Pensate un po’:
c’è chi si lamenta
della crisi finanziaria,
chi piange il caro morto,
chi protesta contro
la riforma della scuola,
chi fa all’amore,
chi maltratta le donne,
chi uccide,
chi muore di fame,
chi ruba,
chi si buca,
chi gioca a nascondino,
chi muore a scuola,
chi è contento,
chi?
chi
chi.
Ed io son qui
che penso, penso
e ripenso.
Sento, vedo
e mi preoccupo!
È possibile?
Vi sembro normale?

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 17, 2017 at 07:41  Comments (2)  

I sogni incantati

Pioggia d’idee

frammenti caleidoscopici

di fantasia vestiti

frequenze e onde radio

trasmissioni interrptte

di un diario passato

tristi gli occhi

ribellione fremente

verbena il profumo

di mete raggiunte

idilliaci voli pindarici

a ritrovare

i sogni incantati

tra le mani ora stringo

preziosi monili

che cullo fremente

e accanto a me ripongo

 

Maristella Angeli

Published in: on ottobre 17, 2017 at 07:32  Comments (11)  

Una calda carezza

Adesso seduta guardo
Le nuvole passare
Dalla casa dietro il verde ascolto
I ragazzi giocare e gridare
Il mio è il tempo del guardare
Riflettere e ascoltare
Ma poi mi lascio andare
Si allarga il respiro
Se ci fossi tu potresti essere mio
Ti sento nella pelle sulle spalle
Il tuo sguardo mi rende così molle
Nella quiete del cuore
I tuoi occhi di bambino
Mi dicono un destino
Pieno solo d’amore
Adesso non vorrei parole
A quel tuo sguardo fanciullo arreso
Ti lascerei avvicinare
Vorrei restare fra le tue mani di uomo
Fondere i nostri pensieri
L’avessi fatto ieri
Subito secondo il cuore
Seguendo il fluire
Degli occhi e l’impulso vitale
Non mi sarei sentita così male
Quando la fisarmonica suonava
“Accanto a te”
E non eri vicino a me
Se tu fossi qui ora
Portami di nuovo qui
Abbracciami come fossimo
Stati qua sempre come bambini
Ogni poesia può
Essere ancora mia
Ogni bacio riportarmi
Via da tutti i tempi
Ogni abbraccio nella notte
Una certezza una calda carezza

azzurrabianca

Published in: on ottobre 17, 2017 at 07:19  Comments (2)  

Sera

EVENING

Tender and young again, feminine, sky of the evening of summer is blushing.
Round, long and soft like a draped arm, sky of the evening over the poor city resting.
Spaces of cool blue are musing −
They will hold all our sadness, O spaces of cool blue.
O city, there lived in you once, O Manhattan, a man WALT WHITMAN.
Our hands are wasted already, perhaps; but enough for contribution to Beauty,
Enough for a great sadness, will be,
Evening of summer, evening of summer going to sleep
Over the purple bed, over the light flowers of the sunset.
Many other evenings have I in my hear − I have loved so much, so long and so well − don’t you remember cool blue spaces brooding?
I shall recall you,
I shall recall you if insanity comes and sits down and puts her hands in my hair.
Once I touched things with religion, once a girl loved me, once I used to go hiking with young folks over the Palisades,
Once I cried worthily.

§

Tenero e di nuovo giovane, femminile, il cielo della sera estiva arrossisce.
Tondo, lungo e soffice come un braccio avvolto, il cielo della sera sulla povera città che riposa.
Spazi di freddo blu meditano −
porteranno tutta la nostra tristezza, oh spazi di freddo blu.
Oh città, in te visse una volta, oh Manhattan, l’uomo Walt Whitman.
Le nostre mani sono già inutili, forse; ma basteranno per assistere la bellezza,
basteranno a una grande tristezza,
sera estiva, sera estiva che s’addormenta
sul letto purpureo, sopra i teneri fiori del tramonto.
Molte altre sere ho nel cuore − ho amato così tanto, tanto a lungo e così bene − non ricordate assorti spazi di freddo blu?
Vi penserò ancora,
vi penserò ancora se la follia mi siederà accanto passandomi le mani nei capelli.
Un tempo sfioravo religiosamente le cose, un tempo una ragazza mi amò, un tempo passeggiavo a lungo con i giovani sulle Palisades,
una volta piansi e ne valeva la pena.

EMANUEL CARNEVALI

Published in: on ottobre 17, 2017 at 07:08  Comments (3)