Ex novo

Giorni scolpiti sulle rive della mente
annegano nelle acque del tempo
breviario del mio dolore
restano le spoglie al sole dei ricordi
in contemplazione di una timida rosa
e il vento gelido della notte
lotta con i petali della mia speranza
la luna indifferente scava
a monte della sabbia

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 21, 2017 at 07:40  Comments (10)  

L’amore mio come acqua zampilla

L’amore mio come acqua zampilla,
in qualche corpo s’impiglia,
poi torna bambino
gioca con un aquilone
in cielo lo lascia volare.
L’amore mio è così povero
che misura il respiro,
trattiene memorie,
ma sa farsi pane per la fame.
L’amore mio si è dato tempo
per svelare ogni inganno,
scrive se stesso di notte
di giorno s’imbatte
in altri e troppi amori
fa strage, semina dolori.

Maria Attanasio

Published in: on ottobre 21, 2017 at 07:32  Comments (4)  

La fine e l’inizio

Dopo ogni guerra
c’è chi deve ripulire.
In fondo un po’ d’ordine
da solo non si fa.

C’è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.

C’è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.

C’è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c’è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.

Non è fotogenico,
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono già partite
per un’altra guerra.

Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.

C’è chi, con la scopa in mano,
ricorda ancora com’era.
C’è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.

Ma presto lì si aggireranno altri
che troveranno il tutto
un po’ noioso.

C’è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.

Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.

Sull’erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c’è chi deve starsene disteso
con una spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.

WISŁAWA SZYMBORSKA

Published in: on ottobre 21, 2017 at 07:05  Comments (2)  

L’amore che partiva da lontano

cuore-nella-nebbia

Un cuore che partiva da lontano

passò nubi gremite di tempesta

vinse mille chilometri di guardia

bussò la porta

del cuore coi vestiti dell’attesa

che fomentava il suo cammino amante

coi baci del pensiero delle notti,

si presentò confuso alla finestra

del sogno dell’attesa, al primo bacio

nel cielo grigio delle illusioni

fu sorpreso dal grigio delle nubi

e la corrente gli strappò dal cuore

tutti i progetti dell’itinerario,

la nebbia venne fuori dalle note

dove soffiano raffiche di vento,

disseppellite gocce

salgono in superficie come avanzi

di sonnoveglia assorti si appiattisce

il colo di pensieri sul cuscino

velato come un pianto che si perde

nel fiume della notte che si sveglia

sull’alba senza sole

a sfiorargli le rughe della fronte.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 21, 2017 at 06:56  Comments (3)