Attualità

Ho scavato una chiesa nel tronco d’un baobab
ma non se n’è accorto nessuno.

Ho strizzato tralci biologici con mani italiane
e ne è uscita grappa di prima spremitura.

Intorno al palco le solite urla di femmine isteriche
per la solita minestra riscaldata.

Le parole sono numeri:
al 3 si ride a squarciagola al 5 si guarda storto
chi non l’ha saputa raccontare.

I suoni sono fonemi sparati sui muri.

La ragione è in fondo alla bottiglia
lasciata sulla panchina.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 29, 2017 at 07:46  Comments (8)  

La sottile linea

Sei sempre solo.
Nei tuoi occhi, che mai
hanno mostrato lacrime,
una sorta di aspro barlume.
Mi piace.
Ma nella tua cieca visione
questo è un mondo di arida caccia.
La tua un’eterna ridda
all’inseguimento di un cuore,
come un cacciatore d’inverno.
Tu non credi nelle parole.
Nelle tue impronte, che hanno massacrato ogni cuore,
vedo un’ardente brama di paura.
Non posso reggere.
Lungo la sottile linea che percorri,
l’odore del sangue si effonde anche tra la neve.
Per quanto possa essere lontano,
riesco a percepirlo.
Premi il grilletto!
Io muoio in una parola.

RYŪICHI TAMURA

Published in: on ottobre 29, 2017 at 07:24  Comments (2)  

Estate che te ne vai

All’improvviso

ti allontani

In riverberi

e labbra

imbronciate

di begonia.

A passo greve

trascini

la veste sfilacciata

sulle sterpaglie

in cimiteri

di girasoli

e poi scompari

oltre le colline

riarse.

Nel vento

la tua treccia

è una fiamma

che si contorce

e versa cenere.

 

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 29, 2017 at 07:16  Comments (8)  

Il sabato del viaggio

le strade in cui ci siamo sparpagliati
e tante volte ritrovati e persi
tra vuoti e pieni: misure insufficienti a farci eterni
_l’altrove ha i suoi quadranti da scoprire_
il mito e la domenica a venire
le saghe degli eroi non hanno fine
mentre per noi
ch’è sempre la vigilia di partenza
ci sono avvertimenti sui confini
_non separate il cielo dalla terra_
tanto si arriva tutti a quel traguardo
straccioni o miliardari

e nell’attesa dissertiamo a vuoto
di valori celesti e trascendenti
dimenticando d’essere accerchiati
da tutti i mali dell’umanità
mosche cocchiere in groppa agli ippogrifi
galli e galline
in corsa per olimpi transitori
mentre finisce il mondo

Cristina Bove

Published in: on ottobre 29, 2017 at 07:16  Comments (2)