Occhi miei lassi, non lasciate il pianto

Occhi miei lassi, non lasciate il pianto,
come non lascian me téma e spavento
di veder tosto a noi rubato e spento
il lume ch’amo e riverisco tanto.
Pregate morte, se si può, fra tanto
che mi venga essa a cavar fuor di stento;
perché morir a un tratto è men tormento,
che viver sempre a mille morti a canto.
Io direi che pregaste prima Amore
che facesse cangiar voglia e pensiero
al nostro crudo e disleal signore;
ma so che saria invan, perché sì fiero,
così indurato ed ostinato core
non ebbe mai illustre cavaliero.

GASPARA STAMPA
Published in: on ottobre 30, 2017 at 07:49  Comments (2)  

Ultima volta

Giungo dietro l’angolo del cuore
attraverso la luce dell’ora
bucata dai cristalli del silenzio
riflesso canta nel sole
il mio spettro di metallo
e la notte da un letto d’amore
le note incide sull’acqua dei ricordi
lasci che ti ami senza saperlo
anche se è per l’ultima volta

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 30, 2017 at 07:46  Comments (4)  

Les Agriates

Non avrei mai voluto sparare ai tuoi occhi,
-hanno abbattuto due occhi…due occhi in meno dentro i quali specchiarsi-
Città grigia, città astuta, città magnetica, città perduta…
I panni della lavandaia hanno il profumo
dei muri in pietra, i fiori di un tempo non hanno bottega,
e nel deserto di Les Agraties ci siamo detti tutto
dal corpo al corpo…
l’odore della legna, una tenda di stelle verdeoro,
il silenzio dei piccoli animali che facevano l’amore
sui nostri corpi che facevano l’amore…
noi, due città, due continenti, due contenitori…
non avrei mai voluto sparare ai tuoi occhi,
-hanno abbattuto due occhi…due occhi in meno da accarezzare-
Formiche vento pietra deserto…Les Agriates chissà,
                                                                       se ne sentirai la mancanza…

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 30, 2017 at 07:06  Comments (2)  

Splash

Esplosione di pensieri

bizzarri, estremi

se innaffiassi la mente

con acqua di colonia

troverei il passato

se un soffio di talco

sfiorasse il mio viso

troverei mia madre

se una risata riemergesse

dalle tenebre

saprei che mio padre

siede sulla sua poltrona

se percepissi

il profumo di lavanda

saprei che nuova aria

giunge a me

se l’erica coronasse il mio capo

saprei che la fantasia

è una corona fiorita

che regala boccioli di fiaba

 

Maristella Angeli

Published in: on ottobre 30, 2017 at 06:50  Comments (11)