Quattro spogliarelli

Ho condito gli spaghetti
con un pugno di bulloni
e settantatré marroni;

mentre trenta tronfi fessi
scalpitavano furiosi
e cuocevano boriosi

ho infornato tre rifreddi
annaffiati da nebbioli
infiltrati fra i lenzuoli;

presi vecchi legni secchi
ed intintili in sei fuochi
ho intimato: fate i giuochi!

Risciacquando cinque ceffi
in presenza di gaglioffi
li ho vestiti con gli sboffi;

visti quattro spogliarelli
privi di autocontrolli
fare gli scavezzacolli

e il passar di troppi tenni
gran felloni e sette nonni
affiancati a occulti tonni

ho esclamato: che due palle,
lascerò sta triste valle
e andrò a vivere a Trepalle!

dove sotto un invernale tremolo
un umano armonizza con un grosso temolo.

Cari amici, ognuno ha i suoi ossi:
c’è chi ha scritto Ossi di seppia
io, invece, Ossi di temolo.
Buon divertimento!

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 2, 2017 at 07:13  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. … io una volta ho scritto -ossi di pesca- ma è tutt’altra cosa! Grandissimo Sandren manchi sempre al Laboratorio, ricordo nitida-mente quando declamavi la tua poesia sui banchi della scrittura…
    Grazie a Massimo che spesso ti ricorda, ciao amico poeta della via lattea
    @.

    • Grazie sandren e grazie max!!!
      Tinti

  2. Grande! Piera


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