Un pensiero che va

Io dico che sei,

poesia e spirito,

parole da bocca

arsa di fumo

d’indifferenza.

Colgo sensazioni,

niente in un nulla

di un pensiero che va

 

Gavino Puggioni

Published in: on novembre 11, 2017 at 07:37  Comments (3)  

Peccati

E’ stata mia l’ignavia
e l’adagiarmi pigro in compiaciuti voli
così come l’ira
che senza giustizia e ragione
ho riversato su chi più mi amava
E’ stata mia l’ingordigia
per placare ogni giorno
una fame che non era del corpo
ed il negarmi agli altri
io di me stesso avaro
chiuso negli angusti spazi di un errore
Sì è stata mia la brama
e l’impetuoso fiume di passione
che esplorava gli abissi
di ogni inconfessata fantasia
ed anche l’invidia gelosa
di ogni fantasma passato
che mi feriva le viscere a sangue vivo
Mia è stata l’idea superba
di salvare un’anima ferita
dall’antro di quel male oscuro
e ancora la vanagloria ingenua
di fingermi finanche un poeta
La colpa la vergogna il peccato
è mio tutto ciò di diritto
come radice profonda
che alla sua pianta appartiene
Ma tu che ancora sorridi
con l’innocenza dei tuoi occhi
non dire nulla ti prego
lo so che non sarai mai mia

Fabio Sangiorgio

Published in: on novembre 11, 2017 at 07:32  Comments (3)  

Il veleno

LE POISON

Le vin sait revêtir le plus sordide bouge
D’un luxe miraculeux,
Et fait surgir plus d’un portique fabuleux
Dans l’or de sa vapeur rouge,
Comme un soleil couchant dans un ciel nébuleux.

L’opium agrandit ce qui n’a pas de bornes,
Allonge l’illimité,
Approfondit le temps, creuse la volupté,
Et de plaisirs noirs et mornes
Remplit l’âme au-delà de sa capacité.

Tout cela ne vaut pas le poison qui découle
De tes yeux, de tes yeux verts,
Lacs où mon âme tremble et se voit à l’envers…
Mes songes viennent en foule
Pour se désaltérer à ces gouffres amers.

Tout cela ne vaut pas le terrible prodige
De ta salive qui mord,
Qui plonge dans l’oubli mon âme sans remords,
Et, charriant le vertige,
La roule défaillante aux rives de la mort!

§

La bettola piú cupa sa rivestire il vino
d’un lusso da miracolo, e nell’oro
del suo rosso vapore
fa sorgere una fiaba di colonne,
come un tramonto acceso nella bruma.

L’oppio ingrandisce ciò che non ha fine,
l’illimitato estende,
il tempo fa piú cavo, piú profondo il piacere,
e di nere, di cupe voluttà
l’anima sa colmare a dismisura.

Ma piú veleno stillano i tuoi occhi,
i tuoi verdi occhi,
laghi dove si specchia e capovolto
trema il mio cuore, abissi dove
a frotte si dissetano i miei sogni.

Piú tremendo prodigio è la saliva
con cui m’intacchi l’anima e l’affondi
senza rimorsi nell’oblio, e languente
a filo di vertigine la spingi
alle rive dei morti!

CHARLES BAUDELAIRE

Published in: on novembre 11, 2017 at 07:23  Comments (1)  

Il Cavaliere Errante

Dimenticare
sulla luna
la tua casa
e la strada tra i pianeti
dimenticare
che una tua donna ha detto si
e il sangue sparso sulla terra
– meritevoli momenti altri no
come definire una passione
un bacio
che
non hanno l’assurdo del dolore –
dimenticare che pensavi a questo
di salvare l’anima
dimenticare che un cavaliere errante
dentro al letto
smonta l’armatura
per restare solo
dimenticare
le lotte e le stagioni
e tutte le tue case
dimenticare che eri uscito da una porta
che riposi sulle ferite
inferte dall’amore
e muori.
Dimenticare che si muore
e poi…
dimenticherai un Amore.

Enrico Tartagni

Published in: on novembre 11, 2017 at 07:05  Comments (1)