LETTERA INEVASA

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Vorrei scrivere di te

di quei giorni luminosi

irradiati dal nostro sole

e di quegli altri bui

quando, ancor oggi incredula,

l’astro si spense, all’improvviso.

Vorrei scrivere a te,

pur totalmente consapevole

che mai potrai leggere

queste mie povere righe

ed io, veder apparire un sorriso

sul tuo sempre amato viso.

La mia voce s’innalza solitaria

dall’imo dell’anima, sospinta

dal soffio gelido di maestrale

o da corrente contraria

come di bufera, e tornerà respinta.

Eppure…vorrei scrivere a te

nel silenzio d’una stanza vuota

nel mezzo di una prateria solitaria,

mentre seguo il moto delle nubi

con il naso puntato in aria.

E cerco la tua immagine

tra il sole e le stelle e più in là,

dove il tuo spirito s’è involtato, ma

nella consapevolezza che in me rimane

l’impronta del tuo DNA, papà.

 

Danila Oppio

Published in: on novembre 19, 2017 at 16:06  Comments (3)  

Noi siamo cetre

Noi siamo cetre un poco sgangherate.
Il vento, quando passa sulle corde,
come catene sospese, risveglia
dei versi, dei rumori dissonanti.

Noi siamo antenne un poco singolari.
Come dita s’innalzano nel caos,
in cima ad esse echeggia l’infinito,
ma ben presto cadranno giú, spezzate.

Noi siamo sensazioni un po’ disperse
senza speranza di concentrazione.
Nei nostri nervi tutto si confonde.

Ci duole il corpo, duole la memoria.
Ci scacciano le cose, e la poesia
è il rifugio che sempre piú invidiamo.

KOSTAS KARYOTAKIS

Published in: on novembre 19, 2017 at 07:17  Comments (1)  

Haiku – Piccoli elfi

.
Piccoli elfi
in groppa ad alci
tra boschi d’elci
 .
Danila Oppio
Published in: on novembre 19, 2017 at 07:16  Comments (2)  

Ciccia non xè per barca

Comune mortale io mi sento
tranne nell’anima non mento.
Cosa difficile rimaner assente
al giudizio di chi rinascente
aguzza critica per favorire
riguardo al mio dire.
Ripeto, forse, con parole vivaci
di fraseggiare versi loquaci
e ad ogni imbrunir di sera
persona migliore mi sento più fiera
di me, di me stessa…
e pure un poco fessa…
ora che sento puzza di bruciato:
la padella con dentro l'”infuocato”!
e il cibo conteso dalla mia fame?
ora non resta altro che una brama:
un piccolo pezzo di formaggio
per dire grazie ad un signore saggio.
E non credo di scrivere più in rima,
anzi, continuo ad essere come prima.

Glò

Ciccia non xè per barca (detto triestino di chi critica una altrui inadeguatezza)

Published in: on novembre 19, 2017 at 07:07  Comments (1)  

Scrivo

Scrivo e la sera è negli occhi

sussurra l’odore di mare alla finestra

un riverbero di luna

-forse è solo fantasia-

sui vetri la pioggia bussa forte

ad occhi chiusi si può credere alle favole

 

astrofelia franca donà

Published in: on novembre 19, 2017 at 07:05  Comments (1)