Quale nome?

Che nome dare al subbuglio
che mi scuote tutta?
Che a volte mi toglie le forze,
altre mi impedisce di dormire?
Che non accetta quello che detta la ragione,
ma con lei combatte per cacciarla via?
Che nome dare quando davanti ad una rosa
non si mette a contare i petali
bensì le spine e da queste viene ferito e sanguina?
Vorrei chiamarlo tormento,
ma non esiste termine
che renda bene l’idea.
Forse, l’immagine di un mare agitato
potrà far capire che manca
la luce di salvezza di un faro.

Sandra Greggio

Published in: on novembre 20, 2017 at 07:32  Comments (10)  

Semplice

In questa cittadina occidentale vivo.
In giorni in cui il colore è monotono
rappreso. E le notizie certe si mostrano arancione:
quattro minuti al quindici o al tre. Verso là fuori
ai palazzoni degli sfrattati, ai nuvoloni
sui campi di magnesia ed ortica.
Qui io vivo, precisamente a qualche chilometro
e, credete, a volte cambia tutta la storia
e i paletot, le feste con i fuochi di sabato.
Qui vivo, col porto d’armi dei macellai
capanne in frasche, e capannoni un tempo abitati.
A volte il gelo, che fa brillare l’erba che sembra un’officina
una gioielleria di liquami. In occidente
dove s’invecchia prima del tempo, sempre presi
dalle centrali elettriche o il gas, dal partorire
dei gatti e foglie nuove ogni anno.
Eppure godo, sento le gambe fredde alle donne
e le consolo, vivo bene, dove l’amore è uguale e universo
stesso sangue, respiro, facce da funerale
se getta via i tuoi fiori e ritorna da mammà.
Un occidente fatto di labbra, introspezioni
di gratta e vinci e sedie anatomiche, di auto
che vanno sole ai propri parcheggi. Vivo qui
dove mia madre ama i suoi preti, babbo l’orto
i pomodori come le tette di una balia
il verde disgregato al prezzemolo, la terra.
Vivo nei tuoi pensieri alle volte, tutto intero
paure e altri dolciumi compresi. E me ne vanto
perché c’ho dentro il blu ed il cobalto
il rosso anguria, il giallo dei limoni cresciuti sul balcone
il nero dei tuoi anfratti d’amore. Tutto quanto.

Massimo Botturi

Published in: on novembre 20, 2017 at 07:25  Comments (1)  

Il cuore arde come un guerriero

Il cuore arde come un guerriero:
l’anima è un uomo in galera.
Occhi socchiusi s’infiammano
di dubbi spaventosi.

Simone Magli

Published in: on novembre 20, 2017 at 07:21  Comments (2)  

Dedica

Occorre un amore grande
per viverti accanto, amor mio,
e cavalcare un destino
che è come un puledro avverso,
come una macchina astrusa.
E tu vorresti scendere,
guardare pascoli azzuri
e invece il destino bizzarro
sbatacchia le povere ali
e immiserisce l’amore.
Così, quando è sera,
io mi adagio al tuo fianco
come vergine stanca,
né so cosa tu mi puoi dare,
né sai cos’io voglia dire.

ALDA MERINI

Published in: on novembre 20, 2017 at 06:53  Comments (1)