Timidezza

sempre la stessa scena
all’angolo della piazza:
un giovane con una rosa
fermo ad aspettare
la ragazza che ama
lei arriva
sguardi che s’incontrano
lui in silenzio
e
piedi di piombo

Giovanni De Simone

Published in: on novembre 21, 2017 at 07:38  Comments (13)  

L’albero

L’invaso dai rami

nella fascia di terra

ha abbagliato le ombre

una schiena di rifugi

testimone

sul talamo d’erba

ti riversi  silenzioso

O parente del cielo che osservi

mille e più anni prosperi

succhiano nel legno come scoiattoli

i tuoi arti dentro la tana dei sassi

imperlati di sudore

Lì, vive la forza del sole

 

Aurelia Tieghi

Published in: on novembre 21, 2017 at 07:32  Comments (5)  

Lettera

LETTRE

Michelle, nous avons été de ces oiseaux
qui se frôlent, portés en flèche à la lumière,
et se poursuivent en criant toujours plus haut
jusqu’à l’extase, trop pareille à l’éphémère…
– Mais plus d’images entre nous: j’ai dit en rêve
les mots qui rendent la distance un peu plus brève
entre nos corps, ces personnages infernaux;
tu savais en former d’assez étroits anneaux
pour qu’ils exultent à en oublier leurs frontières
et la mort qui attend, curieuse, derrière;
moi, j’étais trop souvent comme un enfant distrait,
je voyageais, je vieillissais, je te quittais,
et quand nous sommes remontés vers l’aube crue,
c’est un spectre que tu guidais de rue en rue,
là où le chant du coq ne pourrait plus l’atteindre.
Et pourtant cette ombre t’aimait… On ne sait pas
ce que l’on trouvera là-bas pour vous étreindre…
– Habitante de cette nuit, tu penseras
sans trop de haine à qui demeure on ne sait où
et te frôla comme un oiseau sur les paupières
puis monta, sans cesser d’apercevoir dessous
ton sourire scintiller comme une rivière…

§

Michelle, noi fummo uccelli che si sfiorano,
frecce verso la luce, che s’inseguono
gridando sempre piú in alto, fino all’estasi,
sorella dell’effimero.
− Non servono le immagini fra noi: dissi parole
in sogno, che rendono piú breve la distanza
fra i nostri corpi, figure infernali; tu sapevi
formarne degli anelli abbastanza stretti
perché esultassero scordando i loro limiti
e la morte che, curiosa, dietro aspetta;
io, ero troppo spesso un fanciullo distratto,
viaggiavo e poi invecchiavo, abbandonandoti,
e quando risalimmo su verso l’alba cruda,
era uno spettro che tu guidavi di strada in strada,
là dove il canto del gallo mai piú l’avrebbe raggiunto.
Eppure quest’ombra ti amava… E non sai mai
laggiú cosa ti attende, quale abbraccio…
− Abitante di questa notte, penserai
senza troppo odio a chi dimora chissà dove
e ti sfiorò come un uccello sulle palpebre,
poi risalí, senza cessare di scorgere in basso
il tuo sorriso scintillare come un fiume…

PHILIPPE JACCOTTET

Published in: on novembre 21, 2017 at 07:03  Lascia un commento  

Angelo mostruoso

Perdersi nella follia di un angelo mostruoso,
nel suo essere maleficamente doppio,
in un delirio erotico dove recitare l’amore
diventa arma a doppio taglio
per la vittima sacrificale
 
Pulsioni umane li avvicinano mortalmente
in un canto rabbioso, malato e tagliente,
che oscura la purezza del vero amore
trasformando ciò che potrebbe essere gioia
in un inferno dove si può solo bruciare

Patrizia Mezzogori

Published in: on novembre 21, 2017 at 06:59  Comments (3)