Autoconvinzione

Ho avuto la forza
di provare a me stesso che era possibile.
Non vi è nulla che la riflessione
non riesca a a razionalizzare,
non riesca a spiegare.
Ma chi misura la mia forza interiore?
Qual’è il metro che distingue
il bene dal male
il fare dal non fare
il dire dal tacere?
Non una formula che tutto comprenda,
nè una regola calata dall’alto,
assorbita passivamente come buona
perché il politico di turno o il prete del paese
l’ha coniata come tale
ed il gregge scomposto l’ha accettata,
fatta propria con passiva condiscendenza,
ma la consapevole convinzione che fermenta nel mio io,
la capacità di distinguere da solo
il bene dal male
il fare dal non fare
il dire dal tacere.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on novembre 22, 2017 at 07:45  Comments (2)  

D’estate all’imbrunire

D’estate, all’imbrunire, pe’ una via
della campagna tra l’odor del fieno
a casa ritornavo dove il pieno
svuotavo d’ogni sensazione mia.
Le raccoglievo sempre, lungo il giorno
girando per il borgo e andando giù
tra le colture e il fiume, e a tornar su
nel caseggiato, di gerani adorno.
Sfioravano, i rondoni, ancor la piazza,
pei plateali voli ancor rimasti
fra le ali, e gli aerei spazi aperti e vasti
(non come il passerotto, che svolazza).
Dentro quei muri antichi m’accoglieva
il fresco, e mamma approntava la cena,
lei, sempre a fare con dovizia e lena,
che babbo, solo al sabato riedeva.
Calmamente continuava la sera
a scendere…Ma era ancor assai chiara
l’aria, e tra noi quattro e gli altri era gara
nell’esser capo o almen portabandiera.
Ma poi s’andava ognun chi qua…chi là…
senza un da far preciso, ma inventando…
E quando i tocchi eran dodici, era quando
insieme rientravamo…da mammà.
La sera era passata da qualche ora,
della chiesa il portone era già chiuso,
ma ancor sentivi incenso e canto in uso:
“Mira al tuo popolo, o bella Signora!”
Spesso, ad occhi chiusi, lo guardo, il borgo
seppure qualche volta un poco duole
vedere dove nato era il mio sole
con tutto quanto quel che ancor vi scorgo.

Armando Bettozzi

Published in: on novembre 22, 2017 at 07:40  Comments (2)  

L’amore mio mi chiede

L’amore mio mi chiede:
“Qual è la differenza tra me e il cielo?”
La differenza è che
se tu ridi, amore mio,
io mi dimentico il cielo.

NIZĀR TAWFĪQ QABBĀNĪ

Published in: on novembre 22, 2017 at 07:20  Comments (3)  

Quattro cavalli

Mi si muovono nel petto
Quattro cavalli al galoppo
Non li ho sentiti arrivare
Non ho potuto arginare
Quel loro scalpitare
Se non li lascio fare
Mi ammaccano il cuore
Vogliono spazio
Sono giunti in silenzio
Gli zoccoli sulla neve
Era sembrata cosa lieve
Da prendere alla leggera
Ma ora la cavalla nera
Si è già aperta un varco
È fuggita nella sera
E con le ali nella notte vola
Tendo forte il mio arco
Ma non prendo la mira
E la testa mi gira
Lasciateli fare
Lasciateli andare
I cavalli del cuore

azzurrabianca

Published in: on novembre 22, 2017 at 06:58  Comments (5)