AMORE

Ho sentito il tuo amore

bruciarmi in uno schiaffo

il tuo affetto profondo

colpirmi con un pugno.

Ho provato a capire

cosa avevo sbagliato

ma a calci me l’hai impedito

e le tue urla

mi hanno imprigionato.

In un tuo abbraccio

ho provato serenità

in un tuo bacio

un tempo trovavo felicità.

Ora i tuoi occhi

tizzoni accesi d’odio

non mi lasciano dormire

non mi fanno più sognare

e dentro mi spingono a morire.

L’ho assaggiato

il tuo grande amore

o quel che ne rimane

ha il sapore del sangue

il colore del pianto

e l’odore quotidiano

del terrore.

 

Sandro Orlandi

Published in: on novembre 25, 2017 at 17:02  Comments (7)  

Sogno

Oggi sei arrivato
In punta di piedi
Leggero, in un pensiero
Così pesante e
Mi hai liberata.
Ho riconosciuto
La tua dolcezza,
Una piuma lieve
Mi ha asciugato le lacrime
Mentre ti sorridevo tra queste.
Tu al solito,
Con la voce pacata e
Tranquillizzante,
Tu la mia casa.
Ho pronunciato il tuo nome
Sottovoce sussurrandolo,
Riempiendomene,
Come quando si fa l’amore,
Emozionata come quando accade.
Non andartene… non andartene
Ma l’aria si è svuotata
Io nella vita ancora senza te.
Che sogno ho appena fatto.

Piera Grosso

Published in: on novembre 25, 2017 at 07:48  Comments (7)  

Muri

Nella fiction                 

dei giorni

s’innalzano

muri-parole

d’incomprensione.

Il dialogo …

si smarrisce

nel copione.

 

Graziella Cappelli

Published in: on novembre 25, 2017 at 07:29  Comments (6)  

Grum sgrunt yo mamaio

Conclamatosi poeta morì con una sprangata di vocali sulla nuca…

Il poeta è fascinoso, ne sono certo,
la prima poesia schizzata come sperma adolescenziale sulle tende di un hotel è fascinosa,
ne sono certo…ne sono certo…ne sono certo…

ma sono per vocazione incapace di esprimere una sola parola
senza aver prima compiuto un gesto o derubato un gesto…
ecco allora che rivendico la non poesia, la pre poesia, la post poesia
come una primitiva azione fisica o gutturale o o o…

grum sgrunt yo mamaio oppure
……………………………………………………………
Infiniti spazi vuoti, volutamente lasciati vuoti, e scriveteci incideteci sputateci
ciò che vi pare, come vi pare, perché vi pare…

la parola soppiantata da un calcio nel muro, un calcio nel muro soppiantato da una nuvola di passaggio,
una nuvola di passaggio soppiantata da un filo d’aria su una tela grigia…
l’io poetico sostituito dal noi poeti…noi analfabeti…noi istruttori…noi istruiti…noi poco più che imbecilli,
imbecilli e per questo poetici…

conclamatosi poeta morì annegato in un mare cartamerda di elogi
emettendo un ich ich ich …
la migliore poesia che avesse mai scritto.

Massimo Pastore

Published in: on novembre 25, 2017 at 07:12  Comments (4)  

Ti avrei scritto molto tempo fa

Ti avrei scritto molto tempo fa ma prima ho atteso
di essere fuori dalla solitudine
ovvero fuori da quella contrada dove gli alberi
stanno in posizione orante,
in se stessi inginocchiati,
e i fiumi scorrono in se stessi,
essendo a un tempo corpo e anima,
impossibili da distinguere; ho atteso
che se ne andasse anche il ragno che
con una punta d’argento si era disegnato sulla spalla
e ora eccomi pronta a dirti
che non ti amo.

NINA CASSIAN

Published in: on novembre 25, 2017 at 07:04  Comments (2)