IN PIEDI, SIGNORI, DAVANTI AD UNA DONNA

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una Donna. E non bastasse questo, inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima, perché Lei la sa vedere, perché Lei sa farla cantare. In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano, ogni volta che vi asciuga le lacrime come foste i suoi figli, e quando vi aspetta, anche se Lei vorrebbe correre. In piedi, sempre in piedi, miei Signori, quando entra nella stanza e suona l’amore e quando vi nasconde il dolore e la solitudine e il bisogno terribile di essere amata. Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla quando Lei crolla sotto il peso del mondo. Non ha bisogno della vostra compassione. Ha bisogno che voi vi sediate in terra vicino a Lei e che aspettiate che il cuore calmi il battito, che la paura scompaia, che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo. E sarà sempre Lei ad alzarsi per prima e a darvi la mano per tirarvi su in modo da avvicinarvi al cielo, in quel cielo alto dove la sua anima vive e da dove, Signori, non la strapperete mai.

Anonimo (attribuita a William Shakespeare)

Published in: on novembre 26, 2017 at 10:58  Comments (5)  

Alla mia terra

Forse, li sorriderò al sole
che si cela
dietro le tue montagne.
In un attimo di nostalgia
m’intreccerò
nei nodi della loro storia
e forse troverò anche
quel raggio perso
nei racconti
di antiche favole
Forse piangerò
la pioggia dell’autunno
che mi asciugo le lacrime
più volte
lì ho bevuto il sangue alla terra.
E griderò forte,
finche arrivi
nel cuore dei sassi.
Finche qualcuno,
potrà ascoltare
questo mio canto
imprigionato
in gola.

Anileda Xeka

Published in: on novembre 26, 2017 at 07:37  Comments (5)  

E cala la tela e buia è la sera

Se a te Federico parlano in tanti
vo’ anch’io poter dire una parola
sui tuoi film orfici ed entusiasmanti
gag o fumetti o desiri di scuola.

Ed una sola è la verità: canti,
amarcord, lene quel mondo che vola,
lune, strade, clown, interviste, amanti,
gradisca, scoregge: è una gran fola!

Benigni al Bertone desti consigli:
gli amor cittadini son rumorosi,
fai dolce vita lontano dai birri!

D’oggi il distacco è sol metempsicosi:
tu segui a girare fra mi(r)ti e cirri
e noi ti siam grati e senza sbadigli.

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 26, 2017 at 07:26  Comments (2)  

L’ora di restare

LA HORA DE QUEDARSE

Todo está preparado: la maleta,las camisas, los mapas, la mutua esperanza.

Me estoy quitando el polvo de los párpados.
Me he puesto en la solapala rosa de los vientos.

Todo está a punto: el mar, el aire, el atlas.

Ya tengo el como,  el cuándo,
el adónde, un cuaderno de bitácora,
cartas de marear, vientos propicios,
valor y alguien que sabe
quererme como no me quiero yo.

La nave de nosotros, las miradas,
los peligros, las manos del asombro,
el hilo umbilical del horizonte
que subraya estos versos suspensivos…

Todo está preparado. En serio. Vamos.

§

Tutto è pronto: la valigia,
le camicie, le mappe, la mutua speranza.

Mi spolvero le palpebre
Ho messo all’occhiello
la rosa dei venti.

Tutto è pronto: il mare, l’atlante, l’aria.

Ho il come, il quando, il dove,
un diario di bordo, le carte
di navigazione, venti a favore,
il coraggio e qualcuno che mi ama
come non so amarmi io.

La nave di noi, gli sguardi,
i pericoli, le mani incantate,
il filo ombelicale dell’orizzonte
che sottolinea questi versi sospesi…

Tutto è pronto. Sul serio. Andiamo.

JUAN VICENTE PIQUERAS

Published in: on novembre 26, 2017 at 07:19  Comments (2)  

Canto

Canto quel momento di sospensione tra l’esserci e il mancare

quando il lenzuolo fresco placa i torti e gli anni,

quando si accumula tempo a incolonnare il giorno

ai suoi riporti e ai conti da fare.

Canto l’attimo lungo col braccio al cuscino,

la stretta a chi finalmente scelgo

così, per poi addormentarmi,

e portare con me solo chi voglio.

Celebro i minuti dell’omettere e rifare

il riassunto, la selezione,

canto la gioia che non è

e la giornata mai stata mia.

Evoco un rincalzo materno

giuro promesse e condono perdoni.

Canto il domani, il sonno,

intono un sogno vergine sottolineato di blu.

 

Anna Zucchini

Published in: on novembre 26, 2017 at 07:08  Comments (3)