Ancora un premio per Sandro

L’amica Maristella Angeli ci invia questo comunicato che vi giro con grande piacere. Riguarda un nuovo esaltante successo del nostro Sandro Orlandi!

Lo scrittore, cantautore e poeta Sandro Orlandi ha ricevuto il “Premio Speciale” per il suo testo per la canzone “Due lenzuola bianche”, al VI Trofeo Gatticese delle Arti, organizzato dall’associazione culturale musicale “Pietro Generali”, con il patrocinio di Avis Gattico, Comune di Gattico, Provincia di Novara. La premiazione si è svolta a Gattico (NO) il 26 novembre, alla presenza di una qualificata giuria, con la seguente motivazione: “Per le qualità del testo, che nella sua funzionalità melodica non perde la ricerca del concetto e dell’immagine.” A consegnare il premio il Prof.re Attilio Piovano, docente universitario, giornalista, critico musicale. Complimenti e apprezzamenti sono stati espressi dalla giuria, in particolare dal Prof.re Stefano Vicelli (compositore).

Ecco il testo premiato:

Due lenzuola bianche

Due lenzuola bianche stese al chiaro di luna

come due fantasmi silenziosi nella notte,

due lenzuola bianche con il bordo consumato

stese lì in terrazza come sudari del passato,

nella chiara notte sotto le stelle del cielo

in un gran silenzio mentre tutto dorme

e niente… sembra vero.

E la luce della luna si riflette su quel lino,

acceca col suo biancore gli occhi scuri della notte,

poi dall’orizzonte che schiarisce poco a poco

arriva la promessa di una vita ancora in gioco,

la brace di una sigaretta si consuma su un balcone,

un uomo sta affacciato e nel buio si consuma…

anche il cuore.

Due lenzuola bianche stese al vento di primavera,

il sole è appena sorto e la sua luce è sincera,

ormai sono quasi asciutte e riflettono la vita,

la vita che ricomincia la notte ormai è finita,

sbuca silenzioso un gattino bianco e nero,

la sua coda punta in alto

è protesa verso il sole… e verso il cielo.

 

Sandro Orlandi

 

Published in: on novembre 29, 2017 at 19:09  Comments (14)  

Il grido

Passeggiava sul ponte
insieme ad amici.
I suoi passi sicuri e rumorosi;
calpestava
scricchiolando le foglie.
Seguiva silenziosamente
l’istante di sguardo
al di sopra della paura da lui sconfitta.
Il grido l’afferrava,
la sua anima bruciava
tra le sue mani…
Il suo essere non tratteneva
il controllo della scena
perennizzata dai colori.

Glò

Published in: on novembre 29, 2017 at 07:45  Comments (1)  

Onorevole

Il suono della parola
che marcia ammanettata
su lessico bagnato
di congerie ed altro
sospinge
nomignolo largito
alla rinfusa
a candidati adepti
alle trame
eletti dal suffragio.
Medievali nobili incalliti
sono quasi spariti,
sostano incagliati
in mezzo ai denti
come pezzetti putridi
di carne,
ma il nomignolo attivo,
in questa patria
che nasconde il fango
dietro lo scudo
di sepolti allori
e si scioglie
sotto i baffi e il sorriso
non tracolla,
redige gli odori
che invadono il campo
con l’inchiostro indelebile
e la firma.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on novembre 29, 2017 at 07:42  Comments (6)  

Dalla croce all’ulivo

Se ti mettessi un dito nell’occhio mi vedresti meglio?
Però t’accorgeresti di me e del vento che mi porto dietro
Dovresti pur dire qualche parola senza per forza
Darmi la tua croce che se vuoi la reggo
Ma al primo fosso ti pianto
Un albero d’ulivo che crescerà forte ed onesto
Come un bambino
E non sarà né tuo né mio ma della terra che lo accoglierà
Del sole che lo scalderà

Del vento che lo farà giocare

Del frutto che lo farà sperare.

Maria Attanasio

Published in: on novembre 29, 2017 at 07:39  Comments (5)  

Ti sento, Verbo

Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami
dagli aghi dei pini dall’assordante
silenzio della grande pineta
– cattedrale che più ami – appena
velata di nebbia come
da diffusa nube d’incenso il tempio.

Subito muore il rumore dei passi
come sordi rintocchi:
segni di vita o di morte?
Non è tutto un vivere e insieme
un morire? Ciò che più conta
non è questo, non è questo:
conta solo che siamo eterni,
che dureremo, che sopravviveremo…

Non so come, non so dove, ma tutto
perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita
come onde sulle balze
di un fiume senza fine.

Morte necessaria come la vita,
morte come interstizio
tra le vocali e le consonanti del Verbo,
morte, impulso a sempre nuove forme.

DAVID MARIA TUROLDO

Published in: on novembre 29, 2017 at 07:33  Comments (2)