Di uno spavento…

Spavento di un Amore immenso…
di uno spavento
non mi sono mai ripreso
quello della nascita
mi rifarò con quello della morte
dove t’aspetterò
per l’eternità
Amore mio immenso
che dall’altra parte dell’universo
mi hai raggiunto
ed io…
ed io navigavo dritto
Comandante Harlock romantico
tra le stelle che tenevo in mano
in carte astronautiche disegnate su etereo Nulla
che cullavo negli occhi
potente di me stesso…
mio Astro luminoso
illumina il mio mondo di tenebre.

Enrico Tartagni

Published in: on dicembre 6, 2017 at 07:36  Comments (2)  

La quadratura del cerchio

Ho voglia di quadrature di cerchio stasera,
strizzare essenze impalpabili con la forza della mente,
diventare un lenzuolo nel vento
o l’aria che vibra quando attraversa l’arpa.

Ma ho le mani impigliate nei doveri del giorno
e le ali sono ancora nella loro confezione d’acquisto.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 6, 2017 at 07:29  Comments (6)  

Amori senza fine

Cuccioli innocenti

fatti di miele e farina

occhi spalancati

al mondo

manine aperte al cielo

piedi di panna e ali

voglia di capire tutto

anche la paura

gote di gelso e mele

in viaggio per il mondo

mi prendono per mano

e mi guidano

dolci sulla collina

senza farmi cadere

ridendo di tremori

e fremiti

offrendomi more

e menta in foglie

 

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 6, 2017 at 07:20  Comments (10)  

La strada

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A ESTRADA

Esta estrada onde moro, entre duas voltas do caminho,
Interessa mais que uma avenida urbana.
Nas cidades todas as pessoas se parecem.
Todo o mundo é igual. Todo o mundo é toda a gente.
Aqui, não: sente-se bem que cada um traz a sua alma.
Cada criatura é única.
Até os cães.
Estes cães da roça parecem homens de negócios:
Andam sempre preocupados.
E quanta gente vem e vai!
E tudo tem aquele caráter impressivo que faz meditar:
Enterro a pé ou a carrocinha de leite puxada por um bodezinho
[manhoso.
Nem falta o murmúrio da água, para sugerir, pela voz dos símbolos,
Que a vida passa! que a vida passa!
E a mocidade vai acabar.

§

Questa via dove abito, fra due curve di strada,
È più interessante di un viale urbano.
Nelle città tutte le persone si somigliano.
Tutto il mondo è uguale. Tutti sono come tutti.
Qui, no: si vede bene che ognuno ha la propria anima.
Ogni creatura è unica.
Persino i cani.
Questi cani di campagna sembrano uomini d’affari:
Camminano sempre preoccupati.
E quanta gente va e viene!
E tutto ha quel carattere impressivo che fa meditare:
Funerale a piedi o il carretto del latte trainato da un capretto
[cocciuto.
Né manca il mormorio dell’acqua, per suggerire, con la voce dei simboli,
Che la vita passa! che la vita passa!
E la gioventù finirà.

MANUEL BANDEIRA

Published in: on dicembre 6, 2017 at 06:58  Comments (2)