Niente

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Calma, bambino mio: qui non c’è niente.
Tutto è come lo vedi: il bosco, il fumo,
la fuga dei binari.
Laggiù, da qualche parte, in terre lontane
ci sono un cielo più azzurro, e rose sul muro,
o una palma, o un vento più caldo.
E questo è tutto.
Nient’altro che la neve, sui rami dell’abete.
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Niente da baciare con una calda
bocca che, come tutte, col tempo si raffredda.
Tu dici, figlio mio, che hai un cuore forte,
che peggio che morire è vivere inutilmente.
Di morte, parli? Non lo senti, lo schifo
della sua veste? Niente fa ribrezzo
come la morte cercata. Impariamo ad amare
le lunghe ore malate dell’esistenza,
gli angusti anni di smania,
quanto i brevi momenti in cui il deserto fiorisce.
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EDITH SÖDERGRAN
Published in: on dicembre 11, 2017 at 07:28  Comments (1)  

Amico mio

E’ fredda lama
che trafigge il cuore
questo superbo silenzio
che non sa donarti
che una spalla
in cui seppellire le tue lacrime
Sorreggere
questo tuo dolore
che penetra nella mia pelle
sin a divenire
sangue
che dalle mie vene scorre

Amico mio!

Lascia che io
per mio ego spavaldo
afferri la tua mano
e lo stringa, forte al mio petto
Per non lasciare che
che ci divida il tempo
ne le distanze
La mano che ti dono
non rimanga più
Un abbraccio mancato.

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 11, 2017 at 07:10  Comments (1)  

Invenduto

Questa gabbia

mi pare divenire ogni giorno

più piccola

eppure

ci stavamo in quattro

giorni, mesi, anni fa

piccoli fratelli

a tenerci caldi e sicuri

con tutti quei paurosi rumori

ed ora

qui solo

non ho da nascondermi

da giocare

solo attesa

e tu che guardi

di là delle sbarre

di là del vetro

come fai in un mondo tanto grande

a non sentirti perduto?

E non sai cosa sia

questa vita che ti osserva

confinata in questo spazio chiuso

questa vita che presto andrà via

ed unica come tutte

non tornerà più.

 

Gian Luca Sechi

Published in: on dicembre 11, 2017 at 07:02  Comments (4)  

Nel crogiolo di Vulcano

Là conobbi l’azzurro primitivo
in un mattino chiaro, senza nubi,
della mia adolescenza;
la quiete sognata mentre vivo,
il lago d’acque placide
in cui si ferma il tempo.

Ma da quel giorno cresce la presenza
magnetica, instancabile, suadente,
d’un vogatore occulto
che mi sospinge, come una corrente,
all’incontro fatidico con l’ombra,
approdo della barca oltre il confine.

Arcana e primigenia
chiusura dell’anello
ove il principio sposa la sua fine.

Quali altre plaghe ha in serbo l’universo?

Santi Cardella

Published in: on dicembre 11, 2017 at 06:55  Comments (1)