Il cuore nella tasca

L’amico artista e poeta Raffaele Saba ci comunica che è in uscita la sua ultima fatica letteraria, la silloge “Il cuore nella tasca” pubblicata dalla casa editrice GSE di Roma. L’opera è prenotabile presso tutte le librerie e nei punti vendita online, o può essere richiesta direttamente alla casa editrice (gse.m@tiscali.it). Complimenti e auguri a Raffaele per il successo della nuova pubblicazione, di cui offriamo qui di seguito uno stralcio della prefazione di Nuccio Mula:

Attraverso le coordinate di potentissime emozioni e di eteree, rarefatte sequenze, Saba percorre la rotta del canto servendosi di un inconsueto supporto cartografico: uno stile di solida e congrua resa estetica, una scelta espressiva che moltiplica in esiti di bellezza la forza dell’ispirazione, tramite un incedere tradizionale, di ampio e pulito respiro… Assaporiamo dunque, della poesia di Raffaele Saba, i movimenti e le pause, le presenze e i luoghi, le vibrazioni e i brividi, i colori e i suoni, mentre il profumo della pioggia ci nutre e ci netta il cuore come lavacro lustrale per gli occhi e l’anima.

Il Cantiere

Published in: on dicembre 13, 2017 at 12:45  Comments (12)  

Il caso Timbari

Abbiamo il piacere di annunciarvi l’ennesimo successo dell’amico Sandro Orlandi, che il 7 dicembre scorso si è aggiudicata la seconda edizione del Concorso Letterario “online” Samhain, indetto dalla casa editrice Antipodes di Palermo, con il suo romanzo giallo “Il caso Timbari”. Nel complimentarci con l’autore vi riportiamo qui di seguito la motivazione della giuria:

Sandro Orlandi, autore di “Il caso Timbari” , ha ideato un castello di indizi in cui si intrecciano indissolubilmente psicologia, sentimenti forti e contrastanti e buona cucina. Un giallo diverso in cui i ruoli di vittime e carnefici vengono ripetutamente scambiati e protagonisti e comparse sono caratterizzati a tutto tondo.  Il clima delle indagini, a tratti angosciante, è sapientemente stemperato da gradevolissimi intermezzi dal sapore tutto regionale.

Published in: on dicembre 13, 2017 at 11:42  Comments (9)  

Autunno malato

AUTOMNE MALADE

Automne malade et adoré
Tu mourras quand l’ouragan soufflera dans les roseraies
Quand il aura neigé
Dans les vergers

Pauvre automne
Meurs en blancheur et en richesse
De neige et de fruits mûrs
Au fond du ciel
Des éperviers planent
Sur les nixes nicettes aux cheveux verts et naines
Qui n’ont jamais aimé

Aux lisières lointaines
Les cerfs ont bramé

Et que j’aime ô saison que j’aime tes rumeurs
Les fruits tombant sans qu’on les cueille
Le vent et la forêt qui pleurent
Toutes leurs larmes en automne feuille à feuille
Les feuilles
Qu’on foule
Un train
Qui roule
La vie
S’écoule

§

Autunno infermo e adorato
tu morirai quando la bora
soffierà nei roseti
quando avrà nevicato sui frutteti
Povero autunno
muori in candore e in ricchezza
di neve e frutta mature.
All’orizzonte volteggiano gli sparvieri
sulle ondine sciocchine, verdi i capelli e nane,
che amato non hanno mai
Nelle radure lontane
i cervi bramire ascoltai
E come amo, o stagione, come amo i rumori tuoi
i frutti che cadono senza che alcuno li colga
il vento e la foresta che piangono
finché lacrime hanno, d’autunno, a foglia a foglia
Le foglie fragili al piede
un treno che corre
la vita scorre

GUILLAUME APOLLINAIRE

Published in: on dicembre 13, 2017 at 07:46  Comments (2)  

Corse

La corsa del tempo
è segnata dal mio disegno
di metafore ed illusioni.
Scorre per il mondo,
scorre per la gente,
per lui, per lei, per loro;
per lo scrittore chiuso in se stesso
a cercar risposte nascoste
nel mondo acrobatico.
Il movimento del tempo
fugge per chi cerca.
Forse non per me
che non sa infierire nel disegno
di ogni singolo giorno,
e mi ritrovo
sull’orlo di me stessa.

Glò

Published in: on dicembre 13, 2017 at 07:35  Comments (2)  

Scusatemi

Non porto la taglia

quarantadue

la fronte

ho nuda di allori.

Agosto

non spunta

le mie ferie

ignoro

i centri commerciali.

La vita

è una scacchiera

alle spalle

il futuro

un numero al lotto.

Abito

il sottoscala

dei Perfetti

ma faccio colazione

con le rondini

e la Natura

non mi chiede documenti.

 

Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 13, 2017 at 07:28  Comments (8)  

Psichiatria

Cammini a testa bassa,
Col labbro un po’ pendulo,
Lontano, strascicando
I piedi nelle ciabatte
Di due numeri più grandi.
Tu invece guardi
E ti muovi lenta lenta,
Come immersa nell’acqua,
Parlando tre sillabe
Sottovoce.
E invece tu sei arrabbiato,
Arrabbiatissimo con tutti,
Neanche la sedazione funziona,
Chissà che ti hanno fatto
Il mondo, la vita?
E infine tu cerchi e cerchi
Continuamente qualcosa
Che non trovi più
che pensi
Che ti hanno sottratto,
Ma mi sa che quel qualcosa
Non è reale o tangibile,
Forse il tuo cuore, la tua dignità.
E tu che conosco,
Che sei come sei,
Anche intelligente, affamata
D’amore e di consensi,
Tu, a cui ognuno dice la sua,
Alla fine noi non sappiamo,
Noi “sani”, sani dove e perché?
Vi guardo tutti così soli
Nei vostri universi solitari
Da numeri primi,
Scanditi e sommersi di farmaci,
Certo è così… io, noi
Universi vari anche noi,
Con le anime piene e bucate
Da tutto, ma è tardi,
Noi ce ne andiamo
E tu no e voi no,
Voi restate lì, in psichiatria.

Piera Grosso

Published in: on dicembre 13, 2017 at 07:02  Comments (7)