Gian Luca in concorso

L’amico Gian Luca Sechi ci segnala la sua partecipazione al 3° Concorso Letterario Nazionale per Opere inedite di BookTribu Casa Editrice Bologna, community online che promuove i nuovi talenti letterari e li mette in contatto con il vasto pubblico dei lettori. L’opera presentata da Gian Luca è il romanzo “Il libro immortale”, di cui proponiamo qui di seguito una breve sinossi. Tutti possono registrarsi senza alcun impegno al sito del concorso (https://www.booktribu.com/) ed accedere ad un estratto dell’opera, eventualmente prenotarla e soprattutto votarla per sostenere l’autore (attualmente in testa alla graduatoria dei “like”). Vi invito pertanto a dare il vostro piccolo contributo al successo editoriale di un amico di vecchia data del Cantiere, a cui vanno i nostri complimenti ed il nostro augurio di vittoria!

Il Cantiere

IL LIBRO IMMORTALE

di Gian Luca Sechi

John vive in un mondo dove la parola e il dialogo sono andati perduti, sostituiti dall’utilizzo continuo della comunicazione attraverso la rete. Tutto questo è favorito dal fatto che, ora, gli impianti cerebrali per le connessioni sono obbligatori per tutti i cittadini. In questa realtà estraniante e che isola dai propri simili, egli incontra una ragazza, che pare avere un segreto e cercherà di fargli capire come la realtà vale molto di più del semplice spirito di sopravvivenza con cui è stata affrontata fino a quel momento e che, forse, vale la pena di impegnarsi in qualcosa in grado di cambiare il futuro, o almeno di provarci. Ma anche John ha il suo segreto: i sogni che lo tormentano quasi tutte le notti sembrano volerlo condurre verso qualcosa, il ritrovamento di un oggetto portentoso, un libro, misterioso e magico, dotato di un potere capace di cambiare la storia e di donare l’immortalità a coloro che sono stati scelti per scriverne le pagine.

Published in: on dicembre 15, 2017 at 11:57  Comments (5)  

Giardino

Il presente è un regalo

va accudito e nutrito

amato e cullato

senza guardare indietro

e lo sguardo affinato

ogni attimo

per coglier bellezza

quella che trovi ovunque

tra la cenere ed i rifiuti

tra le lacrime e il dolore

tra gli sguardi e i mezzi sorrisi

tra il fango e la paura

è quella del coraggio

che esce a stento

ma quando sbuca

dalla pelle rugosa

illumina ed affascina

 

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 15, 2017 at 07:47  Comments (10)  

Un giorno senza sera

Parlo d’un giorno senza sera
quando appassiscono i gerani
e gli ibischi si chiudono anzitempo.

Anche le persiane appassiscono
dietro montagne di libri
in fila per essere letti.

Saranno le onde orfane
a gridare schiaffi bianchi
nella notte senza luna
quando le tegole volano nel vento
e i tetti s’inginocchiano in preghiera.

La clessidra s’attorciglia
sui suoi grani di tempo
indifferente alla sera che manca.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 15, 2017 at 07:38  Comments (6)  

La porta

LA PORTE

Ouvrez-nous donc la porte et nous verrons les vergers,
Nous boirons leur eau froide où la lune a mis sa trace.
La longue route brûle ennemie aux étrangers.
Nous errons sans savoir et ne trouvons nulle place.

Nous voulons voir des fleurs. Ici la soif est sur nous.
Attendant et souffrant, nous voici devant la porte.
S’il le faut nous romprons cette porte avec nos coups.
Nous pressons et poussons, mais la barrière est trop forte.

Il faut languir, attendre et regarder vainement.
Nous regardons la porte ; elle est close, inébranlable.
Nous y fixons nos yeux ; nous pleurons sous le tourment ;
Nous la voyons toujours ; le poids du temps nous accable.

La porte est devant nous ; que nous sert-il de vouloir ?
Il vaut mieux s’en aller abandonnant l’espérance.
Nous n’entrerons jamais. Nous sommes las de la voir…
La porte en s’ouvrant laissa passer tant de silence

Que ni les vergers ne sont parus ni nulle fleur ;
Seul l’espace immense où sont le vide et la lumière
Fut soudain présent de part en part, combla le coeur,
Et lava les yeux presque aveugles sous la poussière.

§

Apritela porta, dunque, e vedremo i verzieri,
Berremo la loro acqua fredda che la luna ha traversato.
Il lungo cammino arde ostile agli stranieri.
Erriamo senza sapere e non troviamo luogo.

Vogliamo vedere i fiori. Qui la sete ci sovrasta.
Sofferenti, in attesa, eccoci davanti alla porta.
Se occorre l’abbatteremo coi nostri colpi.
Incalziamo e spingiamo, ma la barriera è troppo forte.

Bisogna attendere, sfiniti, guardare invano.
Guardiamo la porta; è chiusa, intransitabile.
Vi fissiamo lo sguardo; nel tormento piangiamo;
Noi la vediamo sempre, gravati dal peso del tempo.

La porta è davanti a noi; a che serve desiderare?
Meglio sarebbe andare senza più speranza.
Non entreremmo mai. Siamo stanchi di vederla.
La porta aprendosi liberò tanto silenzio.

Che nessun fiore apparve, né i verzieri;
Solo lo spazio immenso nel vuoto e nella luce
Apparve d’improvviso da parte a parte, colmò il cuore,
Lavò gli occhi quasi ciechi sotto la polvere.

SIMONE WEIL

Published in: on dicembre 15, 2017 at 07:01  Comments (2)  

Il mio levigato bagno

Capelli grezzi spaventati
incubi della testa
medusa impietrita
alla mia vista
da vetro riflesso
unico mortale scalo
sulla rotta stracciata d’argonauta
luogo recondito al mondo
che sconvolge il passato
e mi cancello il futuro
dentro lo specchio d’oro
di una vita in viaggio
a conquistarne un regno
nel levigato bagno
mi pettino capelli gretti per farmi re

Enrico Tartagni

Published in: on dicembre 15, 2017 at 06:53  Comments (1)