Preparare presepi

Spremere limoni senza sugo non serve a niente,
è come togliere ruggine da un portone medievale
o come limare le ali agli angeli per vedere se cadono.

Gli sbuffi di gesso dorato d’una cappella barocca
mi stanno indigesti
e mando improperi al cielo che l’ha permesso.

Adesso che s’è voluto afferrare le nuvole
restano stolti il palazzo che le contiene,
i tiranti d’acciaio e i tubi che servono.

Nel frattempo siamo riusciti a ingabbiare il cielo
dentro rotaie piene di rifiuti.

Ma c’è sempre qualcuno che s’ostina a preparare presepi
come promesse non mantenute.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 24, 2017 at 07:47  Comments (6)  

Conchiglie

Sulla tomba di mia gioventù
oggi porto mimose
e petali spargo di serene parole.
Vengo a rendere grazie
per ogni mia cicatrice,
per ogni irridente destino,
per le piccole o grandi lezioni
che le sagge giovani donne
in amore son solite dare.
E penso ai sogni di ieri
sul davanzale di vita rimasti,
penso ad antichi dolci supplizi,
quando baleno d’occhi nocciola
l’alba dei miei incerti passi
trasformò in giorno pieno,
o quando in verdi paludi
ostaggio mi fece di sciolte chiome
la maestrina che aggrotta le ciglia,
o quando ancora sulla mia strada
per caso incontrai quella sera
un sorriso che non fa prigionieri.
Quanto ferire sapevano
tutte quelle piccole mani!
Ma il mar di Ponente mi è testimone,
anch’io qualche colpo lo infersi:
come onda sul lido è la vita,
prima ti bagna poi si ritrae.
Qui restano, donate conchiglie
sulla riva del mio tempo perduto,
frasi mozzate e dolci pensieri
da spuma di mare relitti.
Tempo non è di farne raccolta:
è già ora di fare ritorno
al caro domestico fuoco
dove m’aspetta lucente
l’unica perla all’oceano strappata.

Fabio Sangiorgio

Published in: on dicembre 24, 2017 at 07:04  Comments (3)  

Filastrocca di Natale

La neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco…
Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:
io lo cancello con un dito.

GIANNI RODARI

Published in: on dicembre 24, 2017 at 07:03  Comments (3)  

Uomini persi

Perdere le emozioni che regala
la fiamma ardente di una candela
accesa in un angolo
buio,
oscuro,
losco;
è la sensazione persa durante
l’incoscienza di un quadro
soffocante,
chiaro,
forte;
è il pensiero di un uomo
senza le sue certezze
nascoste nelle profondità del suo io
rarefatto,
deluso,
disintegrato.

Glò

Published in: on dicembre 24, 2017 at 07:00  Comments (2)