Letterina di Natale

(Arpeggio in Do)

 

Mio caro Babbo Natale

quest’anno ti chiederò

di non portarmi doni

perché ormai grande sarò.

 

Ascolta quel che ti chiedo

quando Natale verrà

tu non portarmi giochi

ma il sorriso di mamma e papà.

 

Perché vedi, Babbo Natale,

io di notte sogno sempre di loro,

di quando eravamo insieme,

ero felice ma non lo sapevo.

 

Ma se poi, mio vecchio amico,

quel che chiedo non potrai fare

fa che almeno io riesca a salire

sulla tua slitta e possa volare.

 

Così almeno, Babbo Natale,

tra le stelle mi porterai

e volando sempre più in alto

rivedrò la mamma e papà

e volando sempre più in alto

… rivedrò mia mamma e papà.

 

Sandro Orlandi

Published in: on dicembre 25, 2017 at 07:20  Comments (8)  

L’erta a fatica

salgo per guardare
dall’alto atmosfere
di festa, luminarie
spente zittiscono i canti…
Echi giungono stanchi
di lontane primavere
distanti sguardi scorgono
fiumi sopraffatti dagli argini…
Tetti più non bastano
a coprire le case…
Piccoli presepi le guardano…

Antonietta Ursitti

Published in: on dicembre 25, 2017 at 07:19  Lascia un commento  

Riflessi di Natale

Natale è una candela

sulla strada del tempo,

avvolge il mondo

con l’eco di una stalla

che riflette

come uno specchio

dove l’uomo si guarda

e sente il peso.

Oggi Natale duole.

Troppe volte il bambino

non si vede

coperto dalla nebbia

che si leva all’orizzonte

e sale fino al cuore.

A questi tempi l’urlo

dell’amore

sfigurato dal blocco di pensieri

stona come una smorfia

in mezzo al canto,

ostenta escandescenze di livelli,

mostra in rilievo il sito

dove s’annida l’ego,

ed il presepe 

splende troppo carico di doni

oppure è troppo povero.

 

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on dicembre 25, 2017 at 07:12  Comments (3)  

Canto natalizio – Nel pieno di un inverno tetro

CHRISTMAS CAROL – IN THE BLEAK MIDWINTER

Frosty wind made moan,
Earth stood hard as iron,
Water like a stone;
Snow had fallen,
Snow on snow,
In the bleak midwinter,
Long ago.

Our God, heaven cannot hold him,
Nor earth sustain;
Heaven and earth shall flee away
When he comes to reign;
In the bleak midwinter
A stable place sufficed
The Lord God incarnate,
Jesus Christ.

Enough for him, whom Cherubim
Worship night and day
A breast full of milk
And a manger full of hay.
Enough for him, whom angels
Fall down before,
The ox and ass and camel
Which adore.

Angels and archangels
May have gathered there,
Cherubim and seraphim
Thronged the air;
But his mother only,
In her maiden bliss,
Worshipped the Beloved
With a kiss.

What can I give him,
Poor as I am?
If I were a shepherd
I would bring a lamb,
If I were a wise man
I would do my part,
Yet what I can I give Him
Give my heart.

§

Nel pieno di un inverno tetro
il vento gelido si lamentava
la terra era dura come ferro
l’acqua come pietra;
la neve era caduta, neve su neve
neve su neve nel pieno di un cupo inverno
tanto tempo fa.

Il nostro Dio, il cielo non può trattenerlo,
né la terra sostenerlo;
cielo e terra fuggiranno
quando verrà il suo Regno;
nel pieno di un cupo inverno
una stalla fu sufficiente per il Signore,
Dio onnipotente Gesù Cristo

Bastò per lui, che i cherubini
lo adorassero notte e giorno,
un seno pieno di latte
e una mangiatoria piena di fieno.
Bastò per lui, che gli angeli
caduti in passato,
il bue e l’asino e il cammello
lo adorassero

Angeli ed arcangeli
erano tutti lì riuniti,
cherubini e serafini
affollavano l’aria,
ma solo sua madre
nella sua beatitudine di vergine
adorò il suo Amato
con un bacio

Cosa posso dargli
povera come sono?
Se fossi un pastore
vorrei portare un agnello,
se fossi un Magio
vorrei fare la mia parte,
ecco ciò che posso donargli –
gli dono il mio cuore

CHRISTINA ROSSETTI

Published in: on dicembre 25, 2017 at 06:58  Comments (1)