Sere d’autunno

Nella chiarezza v’è delle autunnali
sere un tenero, un misterioso incanto:
lo splendore degli alberi sinistro,
il languido frusciare delle foglie
porporine, il velato e calmo cielo
sopra la terra triste e desolata,
e, annunzio delle prossime bufere,
un brusco, freddo vento qualche volta,
un mancare e sfinirsi – e quel sorriso
mite di sfioritura, su ogni cosa,
che in essere senziente noi chiamiamo
sacro pudore della sofferenza.

FËDOR IVANOVIČ TJUTČEV

Published in: on dicembre 27, 2017 at 07:27  Comments (2)  

Forse verrà la neve

Quassù, l’aria ai vetri sa di neve fuori tempo

ferma ancora in attesa d’un segnale.

La luce insegue il gioco delle dita ai tasti

il pulviscolo sul fiato del caffè nel bordo bianco

e luce e voci dei pensieri pare non collidano.

– Le luminarie stese al muro a sciorinare echi sacri-

Forse verrà la neve, distrattamente e con pigrizia

guarderò l’agave sorpresa, fuori al davanzale immacolato.

 

astrofelia franca donà

Published in: on dicembre 27, 2017 at 07:17  Comments (2)  

Bologna città mia

Bologna come sei bella
Nel tuo scialle di perla
Leggero di antica seta
Città segreta e smarrita
Avvolta di nebbia
Che tace le geometrie nette
Che stonda col tempo i mattoni
Ti ho vista di pioggia e di sole
Che quando sono insieme
Tutti i vecchi vanno in amore
Così in un detto popolare
Tinte accese di pietre
Contro il blu d’estate
Le case intonacate
Varietà di rossi e ocra
Colori dei tuoi campi
Appena fuori porta
Questo una volta e ancora
Sei città di terra di pane
E tortellini e mortadella
Di gente dai buoni appetiti
Quelli che son restati
Di incontri e parole
Vestite per le occasioni
Manca qualcosa
Le chiacchiere sotto i portici
Quelle senza importanza
Dove son finite in questa
Corsa ad oltranza
Lo stare assieme
Senza uno scopo
Senza obiettivo
Senza un ricavo
A parlar delle giornate
O di un film senza che sia
Stato stabilito prima
Sentire qualche rima
O verso sciolto
Un concerto e buon ascolto
E poi via
Ognuno alla vita sua
Con lo smartphone in tasca
E vorrei dire basta
A questa tecnologia
Che mi ruba via
Mi ingabbia su uno schermo
Mi mangia la realtà
Ma il mondo è questo qua
Bologna città d’acqua tradita
Sepolta nei canali con la fatica
Delle tue lavandaie
Coi setifici e i mestieri smarriti
Le botteghe nei vicoli
E mani a lavorare
Con loro sapienza di secoli
Gesti nell’aria e fiati di parlare
Bologna fisica e mentale
Bologna città speciale
Che mi hai cresciuta
Nelle aule e nelle strade
In uffici ed osterie
Nei cinema di periferia
Bologna città mia

azzurrabianca

Published in: on dicembre 27, 2017 at 07:08  Comments (6)  

Sofferte assenze

Da uomo a uomo dico
ch’essendo giù a Firenze
mentre guardavo il fico
che con maschie movenze

in luogo quasi aprico
aperto a intente utenze
rompea il sasso nemico
reo di sofferte assenze,

di amor contro la morte
in quell’istante algente
scuoteva la sua sorte!

E aitante ed avvenente
gridava piano e forte:
– Mirate son fremente! –

Sandro Sermenghi

Published in: on dicembre 27, 2017 at 06:51  Comments (2)