Courmayeur

Conca in vivo smeraldo tra foschi passaggi dischiusa
o pia Courmayeur, ti saluto.
Te da la gran Giurassa, da l’ardua Grìvola bella
il sole più amabile arride.
Blandi misteri a te su’ boschi d’abeti imminente
la gelida luna diffonde,
mentre co ‘l fiso albor da gli ermi ghiacciai risveglia
fantàsime ed ombre moventi.
Te la vergine Dora, che sa le sorgive de’ fonti
e sa le genti le cune,
cèrula irriga, e canta; gli arcani ella canta de l’Alpi,
e i carmi de’ popoli  e l’armi.
De la valanga il tuon da l’orrida  Brenva rintrona
e rotola giù per neri antri:
sta su ‘l verone in fior la vergine e tende lo sguardo,
e i verni passti ripensa.
Ma da’ pendenti prati di rosso papavero allegri
tra gli orzi e le segali bionde
spicca l’alauda il vol trillando l’aerea canzone:
io medito i carmi sereni.
Salve o pia Courmayeur, che l’ultimo riso d’Italia
al piè del gigante de l’Alpi
rechi soave! Te, datrice di posa e di canti,
io reco nel verso d’Italia.
Va su’ tuoi verdi l’ombrìa de le nubi fuggenti,
e va su’ miei spirti la musa.
Amo al lucido e freddo mattin da’ tuoi sparsi casali
il fumo che ascende e s’avvolge
bigio al bianco vapor da l’arte de’ monti smarrito
nel cielo divino. Si perde
l’anima in lento error: vien da le compiante memorie
e attinge l’eterne speranze.

 

GIOSUE’ CARDUCCI

Published in: on gennaio 1, 2018 at 07:43  Comments (5)  

Natale triste

Eppure è un triste Natale questo,

non per la fame del mondo

che pure c’è

non per le guerre

che pure ci sono

non per l’inquinamento

che è sempre di più

non per le ingiustizie, i crimini contro l’umanità

la violenze contro la nostra terra, il clima, gli animali

i bambini, le donne, i diversi, i più deboli, i poveri,

non per tutte le altre nefandezze umane

che pure ancora ci sono,

e sono tante,

no, non per questo

o non solo,

è triste perché…

tu non ci sei,

non sei qui

con me.

 

Sandro Orlandi

Published in: on gennaio 1, 2018 at 07:40  Comments (11)  

Malinconica estate

Mesto colle di ginestre d’oro
abbracci il golfo prospicente il mare,
Falesie giocano con far sonoro,
e gioiosi flutti si fan baciare.
Sfiori le spighe dorate di sole
profumo e aroma di pane sognato,
son come topazi le esili viole,
carezzi con mano il piccolo prato.
Eppur serbavi in cuore un’aria schiva
ed i tuoi occhi un’aria misteriosa,
i pensieri seguivano la riva,
il corpo immerso in quella luce rosa.
Il tramonto t’incoronava dea
nuda di sole all’ombra della sera,
come la luna accoglie la marea.
nel dolce canto della capinera.
Rifioriranno i rami di mimosa
donerà l’ombra il tiglio profumato,
la farfalla volteggerà curiosa,
a ricordar le gioie del passato.

Raffaele Saba

Published in: on gennaio 1, 2018 at 07:07  Comments (8)  

CARO ANNO NUOVO

Caro Anno Nuovo,

dammi un solo motivo in più

per continuare a credere alla mia vita!

In fondo, hai dodici mesi di tempo…

 

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 1, 2018 at 07:04  Comments (5)  

Natività

il tempo si è fermato

negli occhi di un bimbo

che stringe nelle mani

stelle di carta argentate

e continua un discorso

iniziato da tempo

parole afone

che spaccano le rocce

e fanno spuntare

fiori dal fango

ove la luna si specchia

come acqua in celeste

luce che taglia

con mille sciabolate

il manto della notte

e accende lampi turchini

acqua di fuoco nascosto

in cuore di ghisa

.

Giovanni De Simone

Published in: on gennaio 1, 2018 at 06:50  Comments (5)