Amore come sei cara

amore come sei cara
ti preoccupi di tenermi lontano da un bicchiere colmo
e mi uccidi amandomi a piccole dosi…

così, si è fatto tardi…tu mi chiedi di lavarmi,
amore, come sei cara
ti preoccupi di tenermi alla larga dalla strada
e mi uccidi in un appartamento…

io sono stato un lupo, feroce solitario
ti ho chiesto di baciarmi…
amore, come sei cara, i tuoi baci
mi hanno seppellito…
una alla volta, mi hanno accompagnato al cimitero.

Cristo, spezzato da un automobilista
mi ha chiesto del mio amore
e come è stato caro quando gli ho detto che sono morto di liquore.

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 6, 2018 at 07:23  Comments (2)  

Visione ipnotica

Volti sfuggenti tra nuvole d’oro.
Santi danzanti nell’eterea luce.
Pensieri materializzati
in un nugolo di moscerini azzurri
impazziti su pozzanghere blu
che danzano furiosi verso l’occaso
rosso immanente.
Due tramonti di soli incrociati
arrossano i cieli capovolti
trafitti da ali d’avvoltoi
bianchi, attesi da cadaveri
d’animali e d’uomini
nell’abisso della nera luce.
Ed io sono al centro,
cervello pulsante insetti
nel tempo che s’è fermato
attonito e spezzato.
Il Natale è alle porte
pronto come ogni anno
a tessere inganni,
a donare illusioni
d’amore e di pace.

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 6, 2018 at 07:18  Comments (3)  

Scarpette rosa

LOS ZAPATICOS DE ROSA

Hay sol bueno y mar de espuma,
Y arena fina, y Pilar
Quiere salir a estrenar
Su sombrerito de pluma.

?«¡Vaya la niña divina!»
Dice el padre y le da un beso:
?«¡Vaya mi pájaro preso
A buscarme arena fina!»

?«Yo voy con mi niña hermosa»,
Le dijo la madre buena:
«¡No te manches en la arena
Los zapaticos de rosa!»

Fueron las dos al jardín
Por la calle del laurel:
La madre cogió un clavel
Y Pilar cogió un jazmín.

Ella va de todo juego,
Con aro, y balde, y paleta:
El balde es color violeta:
El aro es color de fuego.

Vienen a verlas pasar:
Nadie quiere verlas ir:
La madre se echa a reír,
Y un viejo se echa a llorar.

El aire fresco despeina
A Pilar, que viene y va
Muy oronda: ?«¡Di, mamá!
¿Tú sabes qué cosa es reina?»

Y por si vuelven de noche
De la orilla de la mar,
Para la madre y Pilar
Manda luego el padre el coche.

Está la playa muy linda:
Todo el mundo está en la playa:
Lleva espejuelos el aya
De la francesa Florinda.

Está Alberto, el militar
Que salió en la procesión
Con tricornio y con bastón,
Echando un bote a la mar.

¡Y qué mala, Magdalena
Con tantas cintas y lazos,
A la muñeca sin brazos
Enterrándola en la arena!

Conversan allá en las sillas,
Sentadas con los señores,
Las señoras, como flores,
Debajo de las sombrillas.

Pero está con estos modos
Tan serios, muy triste el mar:
¡Lo alegre es allá, al doblar,
En la barranca de todos!

Dicen que suenan las olas
Mejor allá en la barranca,
Y que la arena es muy blanca
Donde están las niñas solas.

Pilar corre a su mamá:
?«¡Mamá, yo voy a ser buena:
Déjame ir sola a la arena:
Allá, tú me ves, allá!»

?«¡Esta niña caprichosa!
No hay tarde que no me enojes:
Anda, pero no te mojes
Los zapaticos de rosa.»

Le llega a los pies la espuma:
Gritan alegres las dos:
Y se va, diciendo adiós,
La del sombrero de pluma.

¡Se va allá, dónde ¡muy lejos!
Las aguas son más salobres,
Donde se sientan los pobres,
Donde se sientan los viejos!

Se fue la niña a jugar,
La espuma blanca bajó,
Y pasó el tiempo, y pasó
Un águila por el mar.

Y cuando el sol se ponía
Detrás de un monte dorado,
Un sombrerito callado
por las arenas venía.

Trabaja mucho, trabaja
Para andar: ¿qué es lo que tiene
Pilar que anda así, que viene
Con la cabecita baja?

Bien sabe la madre hermosa
Por qué le cuesta el andar:
?«¿Y los zapatos, Pilar,
Los zapaticos de rosa?»

?«¡Ah, loca! ¿en dónde estarán?
¡Di, dónde, Pilar!» ?«Señora»,
Dice una mujer que llora:
«¡Están conmigo: aquí están!»

?«Yo tengo una niña enferma
que llora en el cuarto oscuro.
Y la traigo al aire puro
A ver el sol, y a que duerma.

»Anoche soñó, soñó
con el cielo, y oyó un canto:
Me dio miedo, me dio espanto,
Y la traje, y se durmió.

»Con sus dos brazos menudos
Estaba como abrazando;
Y yo mirando, mirando
Sus piececitos desnudos.

»Me llegó al cuerpo la espuma,
Alcé los ojos, y vi
Esta niña frente a mí
Con su sombrero de pluma».

?«¡Se parece a los retratos
Tu niña!» dijo: «¿Es de cera?
¿Quiere jugar? ¡Si quisiera!…
¿Y por qué está sin zapatos?

»Mira: ¡la mano le abrasa,
Y tiene los pies tan fríos!
¡Oh, toma, toma los míos;
Yo tengo más en mi casa!»

«No sé bién, señora hermosa,
Lo que sucedió después:
¡Le vi a mi hijita en los pies
Los zapaticos de rosa!»

Se vio sacar los pañuelos
A una rusa y a una inglesa;
El aya de la francesa
Se quitó los espejuelos.

Abrió la madre los brazos:
Se echó Pilar en su pecho,
Y sacó el traje deshecho,
Sin adornos y sin lazos.

Todo lo quiere saber
De la enferma la señora:
¡No quiere saber que llora
De pobreza una mujer!

?«¡Sí, Pilar, dáselo! ¡y eso
También! ¡Tu manta! ¡Tu anillo!»
Y ella le dio su bolsillo:
Le dio el clavel, le dio un beso.

Vuelven calladas de noche
A su casa del jardín:
Y Pilar va en el cojín
De la derecha del coche.

Y dice una mariposa
Que vio desde su rosal
Guardados en un cristal
Los zapaticos de rosa.

§

C’è un bel sole, onde di schiuma
e sabbia fine e Pilar
vuole andare a sfoggiare
il suo cappellino con la piuma

“Guarda che bimba divina”
grida il padre e poi la bacia
“Vai libera passerottina
e riportami la sabbiolina!”

“Io vado con la mia bambina”
Dice la mamma premurosa.
“Ma non macchiare con la sabbia
le tue scarpettine rosa!”

Andarono nel giardino,
nel vialetto con il tiglio,
la mamma colse una rosa
e Pilar scelse un bel giglio.

Lei è pronta per il gioco
con cerchio, secchio e paletta.
Il secchio è color violetta
e il cerchio è color del fuoco.

Vengono a vederle passare,
nessuno le lascia partire.
La mamma si mette a ridere
ma un vecchio si mette a piangere.

L’aria fresca spettina
Pilar che viene e va
e spiritosa domanda “Mamà!
ma tu lo sai chi è una regina?”

E se torneranno di sera
dalla riva del mare,
per la mamma e per Pilar
papà il calesse manderà.

La spiaggia è proprio bella.
Tutto il mondo si incontra lì.
Porta gli occhiali la nonna
della francesina Magalì

C’è Alberto il militare
che ha guidato la processione
con il tricorno e il bastone
e ha spinto una barca nel mare.

Che cattiva Maddalena
con i suoi nastri e nastrini
che sotterra quella povera
bambola senza i piedini!

Conversano là sui cuscini
sedute con i cavalieri
le signore come fiori
all’ombra degli ombrellini.

Però con quel modo di fare
è tanto serio e triste il mare.
È più allegro laggiù,là avanti,
dove vanno tutti quanti!

Si dice che il mare canta
meglio laggiù, nel popolare.
e che la sabbia è più bianca
dove le bimbe sole possono stare.

Pilar corre dalla sua Mamà:
“Mamà, io sarò buona, tanto buona,
Lasciami andare sola sulla riva
Laggiù dove mi vedi, un pò più in là…”

“Questa bambina capricciosa!
Tutti i giorni mi fa arrabbiare!
Vai, ma sta attenta a non sporcare
quelle tue scarpettine rosa!”

Le giunge ai piedi la schiuma.
Gridano allegre tutte e due.
Se ne va dicendo “Addio!”
Quella con cappellino con la piuma.

Va laggiù molto lontano
dove l’acqua è più benefica,
dove si siedono i poveri
dove si siedono i vecchi.

Andò la bambina a giocare,
la spuma bianca calò
e passò il tempo e passò
un aquila sopra il mare.

E mentre il sole tramontava
dietro la duna dorata
giunse zitto un cappellino
che sulla sabbia camminava.

Fatica tanto, fa fatica
a camminare… ma che cos’ha
Pilar che cammina così, cos’ha
che viene a testa bassa sino qua?

Lo sa bene la bella Mamà
Perchè fatica tanto ad andare:
“Le tue scarpette rosa Pilar?
Dove le hai messe? Dimmelo già!”

“Ahi cattiva! ma dove saranno?
Dimmi dove, Pilar!” “Signora”
Dice una donna piangendo,
“Sono qui! Guardi! Qui stanno!”

“Io ho una bimba malata
che piange nella stanza oscura
e la porto sulla riva del mare
a vedere il sole, a riposare.

Ieri notte sognò e sognò
con il cielo e udì un canto.
mi ha fatto paura, ne ho pianto
l’ho portata e s’addormentò.

Con quei minuti braccini
stava come abbracciando
e io guardando e guardando
quei suoi scalzi piedini.

Mi giunse vicino la schiuma,
alzai gli occhi e vidi
questa bambina davanti a me,
col suo cappellino con la piuma.

“Sembra proprio come dipinta
la tua bambina. Sembra finta.
Vuole giocare?” “Volesse!”
“Perchè non ha le scarpette?”

La guardò, le prese le manine,
i freddi piedini le toccò.
“Oh, prendi le mie scarpine!
Io ne ho tante! Troppe ne ho!”

“Non so bene bella signora
Che cosa è successo allora.
Su quei nudi piedini le pose
quelle scarpette come due rose.”

Si videro apparire i fazzoletti
Di una russa e di un’inglese
e la nonna di Magalí
si tolse gli occhiali lì per lì.

La Mamà aperse le braccia
e strinse al petto Pilar.
Prese la giacca sciupata
senza nastri, malandata.

Tutto lo vuole sapere
sulla malata la Mamà.
Non vuole sapere che piange
quella donna per la povertà

“Sì Pilar, daglielo e anche quello!
Il tuo mantello, il tuo anello!”
Le diede il denaro, ogni cosa,
un bacio e poi anche la rosa.

Tornano zitte e stanche
alla casa col giardino
Pilar sta seduta sul cuscino
alla destra delle panche.

E dice una bella farfalla
che vide dalla tuberosa
custodire sotto una palla
di vetro le scarpettine rosa.

JOSÉ MARTÍ

Published in: on gennaio 6, 2018 at 07:03  Comments (2)  

Colorare il mondo

Se fosse una giornata nebbiosa

soffierei forte

per far tornare il sole

se fosse una giornata piovosa

correrei allegra bagnandomi il viso

in attesa dell’arcobaleno

se fosse una giornata assolata

girerei su me stessa

rendendo l’aria più fresca

se grandine cadesse dal cielo

rintoccherei con le bacchette

battendo un nuovo ritmo

se fosse la neve ad imbiancare i prati

segnerei i miei passi

in attesa della primavera

di fiori coronerei il mondo

di essenza profumerei i sogni

di speranza illuminerei i giorni

 

Maristella Angeli

Published in: on gennaio 6, 2018 at 06:54  Comments (6)