Qui cerca l’abbandonato amante

L’aria inebria nella sera il profumo
di lavanda e s’accompagna a questo
la lor delle aperte belle di notte rosse
la fragranza delicata dolce sospira
qui il solitario abbandonato amante
alla ricerca tra i profumi dell’amata
quello ormai perduto e tra i ricordi.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on gennaio 13, 2018 at 07:36  Comments (6)  

Ci sono città d’arte e silenzio in questo posto

Cresceranno comunque dei fiori
anche sulle tombe di uomini cattivi.
Loro non fanno le nostre differenze
discriminano solo la ghiaia dalla terra
l’aridità dal grasso vitale.
Siamo in piedi
perduti in un vialetto che ha numero duecento
ci sono città d’arte e silenzio in questo posto
dei piccoli animali senza le recinzioni.
C’è un angelo ubriaco finito dentro il marmo
una scalpellatura di troppo l’ha mancato
ed ora il volto pare che viva, che sorrida.
Ma forse sono io che scodinzolo da ingenuo
ad ogni curvatura armoniosa delle cose;
su ciò che mi ricorda che il corpo è meraviglia
sorpresa, ed officina d’amore.
Ma fa buio
la campanella medita ormai, indica vie.
Un passo avanti a me dici no con la testa
sembra ieri.

Massimo Botturi

Published in: on gennaio 13, 2018 at 07:27  Comments (2)  

La canzone di Lorenzo

LORENZOS LIED

Erzahlen soll ich dir? Von Welschland? – Heute nicht!
Heut bin ich mud. Und wie ein stiirmischer Reihn
Von lieben, lang beklagten Schatten bricht
Erinnerung und Sehnsucht auf mich ein.

Florenz steigt wohlbekannt vor mir herauf:
Der kiihne T urm, der helle hohe Dom,
Der Hiigel Flucht und mit gewundenem Lauf
Durch Tal und Garten der geliebte Strom.
Dort hòrt ich einen Vers zum erstenmal,
Den ich nicht mehr vergaìs. Die laue Nacht
Lag feucht und traumerisch im breiten Tal,
Der halbe Mond hielt hinter W olken Wacht.
An mich gelehnt mit schmaler Schulter sag
Ein schones blondes Madchen, seine Hand
Hielt der Gitarre schlanken Hals umspannt,
Sein breiter Hut lag neben uns im Gras.

«Das ist ein Lied«, sprach sie, »aus alter Zeit,
Der Jugend und dem Liebesgott geweiht,
Der fluchtigen Lust, dem wandelbaren Lenz,
Von Haus zu Haus sang man es in Florenz.
Du kennst Lorenzo Medici? Er schrieb
Die siigen Zeilen irgendeinem Lieb;
Hier sind sie, horch!»

Ein W olkenschatten lief
Eilig talabwarts, eine Drossel rief,
Der feuchte Nachtwind strich den Strom entlang,
Turm, Stadt und Garten schlief. Sie aber sang:
Quant’ è bella giovinezza,
Ma si fugge tuttavia;
Chi vuol’esser lieto, sia!
Di doman non c’è certezza.

§

Raccontarti dovrei? Dell’Italia? – Non oggi.
Oggi sono stanco. E come un vortice
di care ombre a lungo vagheggiate
ricordi e nostalgia mi assalgono.
Firenze mi sovviene, così familiare:
l’ardita torre, il Duomo alto e luminoso
la fuga dei colli, il corso sinuoso
dell’amato fiume tra valli e giardini.
Lì ho udito per la prima volta un verso
che non ho più scordato. La notte mite
s’adagiava umida e sognante sull’ampia valle
e la mezza luna vegliava dietro le nuvole.
Una bella e bionda fanciulla sedeva appoggiata a me
con l’esile spalla
e con la mano sua cingeva
il sottile manico della chitarra.
Il suo cappello a larghe falde giaceva accanto a noi
sul prato.
Diceva: «È un canto antico
alla giovinezza e al Dio dell’ amore,
al piacere fugace e alla primavera volubile.
A Firenze lo si cantava di casa in casa.
Conosci Lorenzo de’ Medici? Scriveva
i dolci versi ad un suo qualche amore:
eccoli, ascolta!»,
Un’ombra di nuvole scendeva
rapida la valle, un tordo chiamava.
Il vento umido della notte carezzava il fiume;
torre, città e giardino dormivano. Ma lei cantava:
Quant’ è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c’è certezza.

HERMANN HESSE

Published in: on gennaio 13, 2018 at 07:24  Comments (2)  

Dimensione d’amore

Distanti vicini lontani
accanto
mi apri le braccia
ed io
che sono nel sogno.
Sei nuvola
sei angelo
lassù in alto
dimensione d’amore.
Fantasia per volare
adesso
e domani
speranza
e si muore.
Mi serve un piano d’amore
e tu
che m’apri le braccia
dimensione d’amore.

Enrico Tartagni

Published in: on gennaio 13, 2018 at 06:58  Comments (3)