Mi desto dal penoso sonno

Mi desto dal penoso sonno solo
nel cuore della notte.
Tace intorno
la casa come vuota e laggiù brilla
silenzioso coi suoi lumi un porto.
Ma sì freddi e remoti son quei lumi
e sì alto il silenzio nella casa
che mi levo sui gomiti in ascolto.
Improvviso terrore mi sorprende
il fiato e allarga nella notte gli occhi:
separata dal resto della casa
separata dal resto della terra
è la mia vita ed io son solo al mondo.

Poi il ricordo delle trite vie
e dei nomi e dei volti consueti
emerge come spiaggia da marea
e di me sorridendo mi riadagio.

Ma svanita col sonno la paura,
un gelo in fondo all’anima rimane:
io tra gli uomini vado
curioso di lor ma come estraneo;
ed alcuno non ho nelle cui mani
metter le mani
e col quale di me dimenticarmi.

Tal che se l’acque e gli alberi non fossero
e l’amica presenza delle cose
che accompagna il mio viver quaggiù
penso che morirei di solitudine…

Ma gli occhi restano crudelmente asciutti.

CAMILLO SBARBARO

Published in: on gennaio 15, 2018 at 07:34  Comments (6)  

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6 commentiLascia un commento

  1. Meravigliosa

  2. Mi piace molto
    Tinti

  3. L’ha ribloggato su Alessandria today.

  4. Da brividi…
    Elide

  5. Stupenda poesia. Grazie!
    Giuseppe

  6. Che bella Max! Piera


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