Natale ’54

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La prima volta che amai riamato
avevo sedici anni e di repente
da che ero sano mi trovai malato
per una dolce pupa adolescente.

Vidi negli occhi suoi raggi di sole,
nei suoi abbracci trovai pace infinita
ed abbagliato come un girasole
sperai d’averla accanto per la vita.

Nel mio cuore sbocciò tutto un giardino
ove la passiflora e il fiordaliso
vestivano d’azzurro il mio mattino
pellegrino fedel del suo sorriso.

Era Natale e nacque in quell’inverno
la mia prima nozione dell’amore
che pensavo davvero fosse eterno
e non s’accompagnasse mai al dolore.

Ma all’improvviso venne un giorno nero
in cui disposizioni superiori
trasferirono dentro al cimitero
le emozioni, il giardino ed i suoi fiori.

Se passo dalla via dove il pensiero
vide l’anima mia farsi persona,
la mente torna ancora al giorno nero
che, sepolto nel cuor, non m’abbandona.

Eppure sono grato alla fanciulla
che popolò di sogni il mio pianeta,
accese il fuoco e poi sparì nel nulla;
per non morire…diventai poeta.

Santi Cardella

Published in: on gennaio 17, 2018 at 07:39  Comments (10)  

Specchio

MIRROR

A white room and a party going on
and I was standing with some friends
under a large gilt-framed mirror
that tilted slightly forward
over the fireplace.
We were drinking whiskey
and some of us, feeling no pain,
were trying to decide
what precise shade of yellow
the setting sun turned our drinks.
I closed my eyes briefly,
then looked up into the mirror:
a woman in a green dress leaned
against the far wall.
She seemed distracted,
the fingers of one hand
fidgeted with her necklace,
and she was staring into the mirror,
not at me, but past me, into a space
that might be filled by someone
yet to arrive, who at that moment
could be starting the journey
which would lead eventually to her.
Then, suddenly, my friends
said it was time to move on.
This was years ago,
and though I have forgotten
where we went and who we all were,
I still recall that moment of looking up
and seeing the woman stare past me
into a place I could only imagine,
and each time it is with a pang,
as if just then I were stepping
from the depths of the mirror
into that white room, breathless and eager,
only to discover too late
that she is not there.

§

Un salone bianco nel vivo di una festa
e io stavo con amici
sotto un grande specchio dalla cornice dorata
leggermente inclinato in avanti
sopra al caminetto.
Bevevamo whisky
e alcuni tra noi, non provando dolore,
disquisivano
su quale fosse l’esatta sfumatura di giallo
che il sole cadente conferiva ai nostri bicchieri.
Chiusi gli occhi solo per un poco
poi alzai lo sguardo allo specchio:
una donna vestita di verde stava
appoggiata alla parete più lontana.
Pareva assente,
le dita di una mano
giocavano nervose con la collana,
e lei guardava fisso nello specchio
non me, ma oltre di me, uno spazio
che poteva essere colmato da qualcuno
che ancora doveva arrivare, che in quell’istante
forse iniziava il viaggio
che l’avrebbe condotto da lei.
Poi, d’improvviso, gli amici
dissero che era ora di muoversi.
Sono passati anni,
e anche se ho scordato
dove andammo e chi fossimo,
ricordo ancora l’istante in cui alzai lo sguardo
e vidi la donna guardare fisso oltre di me
un luogo che potevo solo immaginare
e ogni volta provo una pena acuta,
come se in quel momento uscissi
dalle profondità dello specchio
ed entrassi nel salone bianco, ansimante e ardente,
soltanto per scoprire troppo tardi
che lei lì non c’è.

MARK STRAND

Published in: on gennaio 17, 2018 at 07:18  Comments (3)  

Giorno glaciale

Appiattita osservo dal vetro

lassù, il ghirigori gelato

è un nido d’uccelli che cercano cibo

con ali incolori i fagiani dorati

sono ormai ritirati,

le lepri sotto la neve

scavano covi in tempo breve

neppure uno stelo s’affaccia

Mammut sotto forme innevate

sono ancora statuari robot

all’addiaccio

 inghiotto stiletti di ghiaccio

-si fredda il mio umido fiato-

 

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 17, 2018 at 07:16  Comments (6)  

Il senso

Non lo trovo da sola

ho bisogno di cercarlo

con te

con lui

con voi

altrimenti

mi perdo

tra assurdi sacchetti

biodegradabili

e abusi plateali

tra cadaveri ignorati

e giovani studenti

torturati

tra chiacchiere politiche

trite e tristi

 

Solo insieme a voi

riesco a vedere

un senso

e a salire

 

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 17, 2018 at 07:02  Comments (16)