NEL GHETTO DI TEREZIN

Voleva correre tra l’erba

profumata;

non riusciva a toccarla

né a vederla:

era un piccolo ebreo

senza calore,

con lo sguardo già greve

di pena,

chiuso nel ghetto.

Un recinto limitato

e fango consumato,

filo spinato a puntellare

il dolore

d’una gente senza patria.

-Se volerò – sognava il fanciullo

che mostrava al vento

tutte le sue tenere ossa,

-se volerò – sognava –

toccherò l’azzurro cielo,

vedrò un verde prato.

E il sorriso

gl’illuminava il viso

come fiore

che s’apriva al sole

e lo faceva bello.

Nel ghetto di Terezin

non c’era luce

per vivere,

né speranza per resistere.

C’era solo un sogno di bimbo

che voleva volare

nel cielo azzurro.

 

Giuliana Angeli

Giornata della Memoria  27-1-1945  27-1-2018

Published in: on gennaio 28, 2018 at 10:57  Comments (14)  

Balzano

lunghi pomeriggi

senza un ordine sparso

avere in mente i piedi bagnati

e non capire il pianto del solco

il dito intelligente

infilato in tasca

completamente naturale

fino all’ultimo silenzio

verrà la sera senza veli

e l’ombra della labbra

con espressioni di pietra

coprirà l’amarezza del giorno

non mi va di legare il 50%

al pensiero dell’amore

le scarpe sono rimaste sporche

anche se ho tolto

la polvere dei sentimenti

e non voglio fiori di carta

niente di più

niente di meno

 

Giovanni De Simone

Published in: on gennaio 28, 2018 at 07:33  Comments (8)  

Se fossi Ulisse

Se fossi Ulisse

avrebbe senso

questo solitario viaggio

eluderei delle Sirene

il canto illusorio

riprenderei la rotta sicura

verso il paese natìo

e combatterei il bieco nemico

che senza scrupoli

ha preso dimora

nelle segrete stanze,

ma sono solo un gigante infelice

come Polifemo cieco e arroccato

nell’ottusa caverna dell’ira funesta,

aspetto con ansia l’uomo felice

pronto a scagliare la pietra di luce

capace di rendermi la vista rinata

sulla terra d’umana pace.

 

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 28, 2018 at 07:25  Comments (4)  

Mancata apocalisse

Paure celate in antichi pensieri
fan vedere apocalittici mostri
fantasia accendono a chi non sa
come spiegare quel ch’è mistero
conoscenza non basta sempre
a trovare pertinenti risposte…
Eppure basta guardare al di qua
dell’inaccessibile per vedere
che ognora il mondo muore
vane le attese della sua fine
la vita continua a mordere
il dolore del mondo non si ferma…

Antonietta Ursitti

Published in: on gennaio 28, 2018 at 07:21  Comments (4)  

Strascico

Dov’hai lasciato le ariose collane,
e i brividi, ed il sangue? Nel lamento
vasto che un pianoforte da lontane
stanze nel novilunio gronda, io sento
la tua voce distrutta − odo le trame
in rovina, e l’amore morto. Il vento
preme profondo un portone – d’un cane
entro la notte, il gemitío un accento
pone di gelo nel petto. E tu i fini
denti, perché tu non riaccendi, amore,
qui dove alzava di brace i suoi vini
sul selciato ogni giovane? Un madore
di brina, ora il giornale dove i primi
crimini urlano copre, e il tuo cuore.

GIORGIO CAPRONI

Published in: on gennaio 28, 2018 at 07:09  Lascia un commento