Malinconia

Cos’è la malinconia
che mi tiene compagnia,
questo malessere
che esprimere non sò

Dimmi anima mia chi sono,
esprimi le tue immagini,
godi e soffri per le vibrazioni
delle mie parole

Fammi capire
le strane sensazioni che provo,
l’oscurità della mia essenza
il mare inquieto che in me si agita ,

queste frasi dettate dal vento
da labbra aride di sentimento,
da una solitudine che uccide
la mia voglia di ridere

Patrizia Mezzogori

Published in: on gennaio 30, 2018 at 07:41  Comments (4)  

Accenderò la notte

Cos’ha il mare questa sera?

Neanche un segno di saluto,

intimidito come mai l’ho visto,

imbambolato nell’enorme vasca.

 

Sarà perché intorno è buio,

sarà la pioggia che lo seda

o forse è questo nostro amore

che stenta, stenta a decollare.

 

Di luna, poi, neanche l’ombra

quasi anche lei giocasse contro.

E poi, le stelle mie si sono estinte?

Maledizione, quanta iella!

 

Dovrei adesso essere mago,

provare a sistemare tutto

mentre frattanto un lungo bacio

mi aiuta a guadagnare tempo.

 

Accenderò la notte

con i sorrisi che saprò rubarti,

lanciando in aria i riflessi

dei tuoi meravigliosi occhi.

 

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 30, 2018 at 07:37  Comments (5)  

Fugace

FUGAS

Una idea de adiós
virtual y efímera
y sin embargo infinita.
Una idea pasajera de lágrimas, abrazos
sin palabras,
multiplica los sonidos, los goznes,,
los umbrales, las manillas,
el delicioso movimiento de los trenes
y al fin el silencio del adiós.

Una costra delatora
queda para siempre sobre el andén de la memoria
en las despedidas
irrevocables.

§

Un’idea di addio
virtuale ed effimera
e tuttavia infinita.
Un’idea passeggera di lacrime, abbracci
senza parole,
moltiplica i suoni, i cardini,
le soglie, le maniglie,
il delizioso movimento dei treni
e infine il silenzio dell’addio.

Una crosta traditrice
resta per sempre sulla banchina della
memoria
nei commiati
irrevocabili.

CARMEN YÁÑEZ

Published in: on gennaio 30, 2018 at 07:21  Comments (2)  

Macerie

Di fronte
alla spiga di grano che matura,
al ronzio laborioso degli insetti,
al frutto che colora ed orna il ramo,
alle provvide azion della natura,
stanno le insane attività dell’uomo
che con la sporca e delittuosa guerra
rivendica il dominio sulla terra
del perverso demonio.

Di fronte
agli stupri, alle mafie, alle estorsioni,
alle devastazioni del terrore,
allo strazio di vita ancora acerba,
fra tante atrocità, tanto dolore,
dove trovo un’impronta del Creatore?

Aspetto, disperato, un filo d’erba.

Santi Cardella

Published in: on gennaio 30, 2018 at 06:55  Comments (8)