L’assiuolo

Dov’era la luna? chè il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù…

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:
chiù…

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?…);
e c’era quel pianto di morte…
chiù…

GIOVANNI PASCOLI

Published in: on gennaio 31, 2018 at 07:26  Comments (7)  

Particolare d’artista strafatto

Il segno dei topi sulla corona del bicchiere,
musica di mosche randagie, cornice…scarnificata.
                                                                         Particolare d’artista strafatto.

Ecco, ingoia, tutto il mio amore per le cose inutili
(sempre che sia inutile innamorarsi come i gatti…coda su coda…pelo su pelo…)
sei tu, che non hai voluto leccarmi le labbra,
un poco alla volta, un poco per volta…

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 31, 2018 at 07:02  Comments (2)  

Il Futuro

Chi sa
che cosa mi riserba
il Futuro:
un tormentato Presente
o un deluso Passato?
Affacciato alla finestra
del mio mondo, vedo
un’arida sterminata pianura grigia,
coperta da nuvole nere,
aperta ai gelidi venti,
ai turbinii della rugginosa terra.
Ma, laggiù, all’orizzonte, laggiù,
un raggio di sole
vibra caldo e dorato
e squarcia l’angoscioso velo opaco
che fa lacrimare gli occhi e l’anima.
Ecco il mio Futuro:
incognito, ma presente
che illumina il passato
tra tenebre e luci
tra gioie e tristezze,
ed impaziente attende

Nino Silenzi

Published in: on gennaio 31, 2018 at 07:01  Comments (5)